Strade dei Vini e dei Sapori

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Premessa

                Ricordo ancora la prima volta che vidi un cartello con su scritto:” Strade del Vino”. Mi trovavo a Rimini perché mio marito, ai tempi il mio fidanzato, aveva trovato lavoro in quella città e così appena laureata e approfittando dell’estate ero partita per andarlo a trovare e per vedere se in quella città vi erano possibilità lavorative anche per me. Un giorno mentre mi recavo dalla zona marina al centro, attraversando un parco alberato per vincere la calura della giornata, all’altezza dell’arco d’Augusto vidi un cartello: Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini. Che nome bellissimo ed evocativo pensai ma non avevo la minima idea di cosa potesse trattarsi….e mai e dico mai avrei pensato che un giorno avrei potuto progettare, io stessa, l’integrazione di un loro distretto! Poi il resto è Storia… ho seguito le mie inclinazioni, ho fatto un Master all’alma Mater di Bologna in Enogastronomia e Ospitalità e così eccomi a progettare sistemi turistici integrati! Il fascino delle Strade del Vino mi è entrato nel Sangue ed è stato come una febbre .

                Un po’ ho goduto della Strada da turista facendo esperienza dei colori, dei profumi, dei sapori, dell’ospitalità della gente e dell’autenticità dell’entroterra Riminese e un po’ ho lavorato dietro le quinte con tanto studio e una buona dose di creatività per creare la mia estensione al percorso e la mia proposta turistica di Itinerario. Oggi quei borghi fortificati, i tanti pascoli sulle verdi colline Riminesi, gli antichi castelli spesso ammantati di significati esoterici mi sono entrati nel cuore così come i Sapori, i profumi e le persone che ho conosciuto.

                Innamorata ormai delle Strade dei Vini e dell’ autenticità della loro proposta turistica ho deciso di scrivere qualcosa sul tema.Ovviamente non un testo esaustivo e tecnico, bensì qualcosa di più rispetto a ciò che a mia volta avevo trovato in rete quando incuriosita di fronte a quel cartello mi chiesi cosa fossero!

Le Strade Dei Vini

Come ho accennato in premessa, le Strade dei Vini costituiscono un itinerario esperienziale caratterizzato da un alto grado di autenticità attraverso il quale scoprire un territorio nella sua essenza più intima. Non vi sono più luoghi che devono essere visti, ad una determinata ora, mangiando in determinati ristoranti e dormendo in una determinata struttura. Nessun pacchetto precostituito! Il viaggiatore è libero, borsa in spalla, di percorrere queste strade come crede e di soffermarsi solo sui luoghi di interesse personale, ad esempio, visitare una cantina e una rocca ma non un caseificio se non ha interesse! Non ha un programma di attività da intendere come compiti da svolgere poichè l’intero territorio viene “messo a sistema” in quanto tutto potenzialmente attrattivo. I sapori che si incontrano sono quelli reali, che parlano del territorio, della sua storia, delle sue genti, delle sue tradizioni. In tutto questo il Vino fa la parte del leone! Il vino con la sua etichetta gira il mondo portando con se le sue origini e il suo rapporto con il terroir. Fa conoscere la sua terra nel suo errare verso altre terre e riesce a diventare così un potentissimo attrattore turistico. Visitare le vigne e le cantine, i caseifici, i pastifici, i biscottifici, etc etc e vedere con i propri occhi, assaggiare, sentire la storia di quei prodotti, a mio parere, rende l’esperienza abbastanza autentica. Anche la Strada come tutte le offerte orientate al turista offre al turista una propria rappresentazione predisposta della realtà ma il fatto che si metta a sistema il reale fa si che l’esperienza risulti in parte priva di quella patina rappresentata dalla logica del viaggio organizzato che ricopre e impacchetta i nostri luoghi mutandone il senso e stravolgendone l’essenza.

La strada trova sua precisa definizione nella Legge 268/1999 che riconosce i percorsi di strade del vino già istituiti previa verifica dei requisiti che questa stessa legge dispone, ne da una definizione e illustra i criteri per la costituzione di nuove Strade.

In questa legge le Strade dei Vini vengono descritte come: «percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali, ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico».

Vi leggiamo, inoltre, che le Strade dei Vini «costituiscono strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica» e viene aggiunta la possibilità di progettare non solo Strade dei Vini ma anche strade miste comprendenti vini e Sapori.

Dunque il termine Strada dei vini ha due Nature: da una parte ci si riferisce ad un percorso segnalato da cartelli lungo il quale il turista può scoprire un territorio e dall’altra vi è il famoso retroscena, che ad esempio, può assumere la forma del Consorzio in cui vi è un’insieme di piccole realtà produttivo- ricettive che “fanno rete” per valorizzare se stesse tramite il territorio e viceversa e raggiungere tutti insieme migliori risultati, in termini di pubblicità, immagine e ovviamente; perchè sarebbe ipocrita non dirlo, profitti. Anche se personalmente ho riscontrato talmente tanta passione nei consorziati delle strade che penso che comunque ci sia in loro qualcosa che và al di là: passione, amore per il territorio, inclinazione naturale all’ospitalità! Del resto il fil rouge di un viaggio intrapreso “sulla strada” è il racconto. Racconto che incuriosisce, che spinge a scoprire il nuovo e il diverso e apre mente e cuore! Dunque, anche le piccole realtà ricettivo- produttive devono essere “accompagnate nella scoperta di questa nuova sensibilità”, del loro ruolo “culturale”, del valore dell’ospitalità per un territorio. Sempre in questa direzione, i produttori e gli agricoltori devono essere consapevoli di far parte del sistema turismo e si devono sentire responsabili dell’ importante ruolo che rivestono nel rappresentare la propria terra facendo scelte avvedute puntando sempre alla qualità. Qualità che passa anche attraverso il rapporto diretto fra produttore e consumatore e la tracciabilità del prodotto e trasparenza della filiera produttiva.

Questi soggetti devono lavorare in rete sulla base di un comune intento pensando in termini di collaborazione piuttosto che di concorrenza.

La mission, dunque, delle strade del Vino è proprio la valorizzazione territoriale e la sua natura è quella di un “distretto turistico integrato”. Prodotti e territorio vengono venduti insieme traendo reciprocamente contenuti valoriali quali storia, identità, autenticità e tanto altro ancora!

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Turismo enogastronomico: profilo soggettivo

Per poter affrontare in modo serio e costruttivo un discorso sul settore turistico legato all’enogastronomia è necessario porsi la domanda di chi sia il destinatario finale di questi servizi e del perchè quest’ultimo possa essere attratto da una proposta turistica di questo genere.

Bisogna , dunque analizzare a 360 gradi ciò che circonda e influenza l’uomo moderno. Ciò che lo indirizza nella scelta e come il tipo di società che lo circonda influenzi il suo modo di vivere e di conseguenza pensare. Questo è effettivamente un discorso molto ampio da affrontarsi in un blog ma è imprescindibile per chi voglia davvero capire in modo chiaro come costruire un’offerta turistica enogastronomica che sia attrattiva per l’uomo moderno.

Il settore turistico come tanti altri settori economici è stato investito dal fenomeno della crisi che, come sappiamo, ultimamente non solo non risparmia il profilo economico ma nemmeno quello politico e finanziario. A dispetto di tutto ciò un dato curioso è che sta invece crescendo la domanda di turismo enogastronomico. Per questo è importante capire questo fenomeno per costruire progetti turistici adeguati alla domanda.

Internet e i nuovi strumenti di comunicazione hanno contribuito a strutturare un modello di turista maggiormente informato che rifugge pacchetti turistici preconfezionati e necessità sempre più di servizi atti a soddisfare i propri peculiari bisogni. Assistiamo, dunque, ad una netta contapposizione fra il passato con le sue proposte atte a soddisfare un turismo “di massa” e il presente dove troviamo un turista creativo che insegue bisogni e passioni personali che non ha bisogno di rassicuranti pacchetti tutto compreso ma è alla ricerca di autenticità e avventura.

L’uomo moderno è infatti abituato a fluttuare nell’insicurezza sociale data dai contratti a tempo indeterminato, dal disgregamento della famiglia e dall’affievolimento della morale e non è più quell’uomo che lavorava in fabbrica e aveva dei compiti precisi da svolgere ogni giorno e che nonostante cercasse relax e riposo ricadeva inesorabilmente in quel sistema di compiti da svolgere anche in vacanza tramite l’acquisto di pacchetti  tutto compreso da intendersi come liste di ” cose da fare” e di cose che ” devono essere viste” in tempistiche prestabilite. Il consumatore- turista moderno è un soggetto che non riveste più una posizione precisa e determinata nella società data la precarietà dei rapporti di lavoro e di quelli familiari  ma è un soggetto che ogni giorno sceglie come comportarsi e rischia l’insuccesso pagando così le conseguenze di queste scelte.

L’identità oggi deve essere costruita ogni giorno, momento per momento in un tempo puntinista come direbbe Bauman. Questo soggetto parte, dunque, non per svagarsi , per vedere o conoscere ma per autodefinirsi attraverso il tipo di vacanza che sceglie e conduce.

Questo nuovo tipo di turista andrà , dunque, alla scoperta di nuove e diverse attrattive turistiche attraverso percorsi individuali alla ricerca di autenticità e reali peculiarità territoriali. si impone dunque la necessità di mettere a sistema l’intero territorio per accogliere questo nuovo tipo di turista.

L’enoturista è ,dunque, espressione di questo tipo di turismo, è un soggetto che percorre il territorio con l’intento di soddisfare una passione , un interesse personale. Studi di settore hanno tracciato un identikit di questo turista. Si tratterebbe di un soggetto fra i 30 e i 50 anni che ha una buona cultura e per il quale riveste una grande importanta poter svolgere una vacanza autentica sia sotto il profilo geografico che in relazione a quanto consuma in loco. Per lui, o per lei, sono valori  importanti la filiera corta e la sua tracciabilità, il rapporto diretto fra produttore e consumatore, il legame fra il territorio e quanto consuma.

Moderne teorie sociologiche ritengono che non ogni volta che all’interno della nostra società un consumatore acquista qualcosa sta effettuando una scelta responsabile in perfetto equilibrio di utilità qualità e prezzo ma molto spesso si sta autodefinendo tramite il suo acquisto anzi per dirla meglio: tramite la sua scelta d’acquisto. Lo muovono la ricerca del proprio piacere, di divertimento, di identità, di autenticità. Una vacanza sarà tanto più piacevole quanto verrà avvertita come autentica. Questo consumatore oggi tramite i social e la rete internet oggi diventa capace , dunque di indirizzare la proposta turistica e non soggiace più alle scelte effettuate per lui dai tour operetors. si registra , inoltre, anche una svolta etica nelle scelte individuali. Una scelta che preserva l’ambiente, consuma cibo biologico, è attenta al riciclo e al turismo sostenibile. Ecco che il turismo enogastronomico rappresenta la summa di tutto ciò poichè trae autenticità dal territorio, favorisce l’agricoltura anche nei settori del biologico e del biodinamico, è esperienza pura, unisce arte, storia e cultura, fattorie didattiche, visite in cantina, visite ai caseifici ,peculiarità geografiche, clima, abitanti,  consuetudini, profumi, in poche parole offre un’esperienza autentica e completa.

Partendo da questa analisi, dunque, un progetto turistico attrattivo ed attuale dovrà dare al turista degli spunti per una scelta individuale e dovrà comunicare l’intero territorio in quanto nelle peculiarità individuali risulta essere potenzialmente interamente attrattivo. Questa comunicazione non dovrà sostanziarsi in una mera elencazione di ciò che viene offerto bensì dovrà tendere a toccare la sfera emotiva del potenziale turista.