Indovina chi viene a pranzo oggi?

Nel mio precedente contributo, intitolato “indovina chi viene cena?” ho introdotto l’argomento dell’arte del ricevere gli ospiti in maniera molto generale. Oggi, invece, ho pensato di arricchire un po’ la trattazione illustrando più dettagliatamente alcuni aspetti, che per necessità di sintesi ho precedentemente trascurato ma, che rivestono comunque grande importanza. Se, dunque, dovete organizzare un pranzo o una cena a casa vostra ed avete avuto l’intuizione di navigare nelle placide acque di internet in cerca di risposte, respingendo così il vostro primo impulso di mettervi le mani fra i capelli e urlare, ebbene questo contributo è per voi!

Un primo consiglio è quello di invitare un numero di persone adeguato alla situazione. Se avete, infatti, una casa di medie dimensioni, tavolo di media grandezza e non siete soliti organizzare pranzi e cene per tanta gente sarebbe meglio contenere il numero di invitati. Non è mai consigliabile, infatti, stipare gli invitati in luoghi ristretti senza rispettare il loro “spazio prossemico”. Ognuno di noi, infatti, costruisce intorno a se una bolla di protezione che lo tiene a “distanza di sicurezza” dagli altri. La “distanza di sicurezza” dagli altri, infatti, varia da persona a persona e si restringe o dilata in base al rapporto più o meno stretto che abbiamo con il prossimo. Se viene violato questo nostro spazio ideale reagiamo con situazioni di imbarazzo e fastidio cercando di ripristinare la giusta distanza. Questo concetto ha ancor più valore se si pensa che durante un pranzo o una cena ognuno dei commensali è impegnato a mangiare. L’atto del cibarsi è considerato da qualcuno come atto con un alto grado di intimità. Avete mai sentito dire a qualcuno: “ non mi piace che mi si guardi mentre mangio?” questo concetto ha poi un risvolto pratico perché man mano che lo spazio fra i commensali si restringe diventerà sempre più scomodo svolgere le attività connesse al mangiare come, ad esempio, tagliare la carne nel piatto. Se è pur vero che non si deve sgomitare e che bisogna tenere le braccia aderenti al corpo mentre si usano le posate è anche innegabile che questo comportamento non possa venire imposto da una carenza di spazio! Una superstizione che accomuna molti paesi fra cui l’Italia impone, inoltre, il divieto di sedersi in tredici a tavola. Questo è anche l’oggetto di una nota commedia teatrale di M. G. Sauvajon dal titolo appunto: “Tredici a tavola”.

L’origine della superstizione del numero tredici viene attribuita a diversi accadimenti. Una prima ipotesi ritiene che l’origine di questa credenza debba attribuirsi alla circostanza che durante l’ultima cena erano presenti al tavolo tredici persone ovvero Gesù e i suoi dodici apostoli. La superstizione sarebbe così ricollegata al tradimento e alla morte. Una seconda ipotesi si basa sul fatto che il venerdì tredici del 1307 Filippo il bello diede ordine di arrestare e sterminare i templari. Dunque il tredici evocherebbe l’idea di un evento tragico. Esistono tante altre versioni sull’origine della scaramanzia legata al numero tredici ma queste sono oggi le più conosciute. Vi consiglierei,dunque, a meno che non sappiate in maniera certa che i vostri invitati non sono scaramantici, di evitare di invitare proprio tredici persone! 😉

Per quanto concerne l’invito, il menu, l’ordine di servizio e le relative tempistiche, il vino, i complementi del piatto, cadeau, l’apparecchiatura delle posate, dei bicchieri e dei piatti rimando all’articolo precedente. (https://stranapagina.wordpress.com/2015/02/25/indovina-chi-viene-a-cena/) Qui, invece, intendo soffermarmi su altri importanti profili cominciando dal tovagliato.

La tovaglia rappresenta il primo problema da affrontare per chi si accinga a preparare la tavola. Precedentemente ho solo accennato al fatto che si possono usare tovaglie, runner, tovagliette americane e tutto ciò che la fantasia suggerisce ma è ovvio che se, ad esempio, siamo in presenza di un invito formale sarà preferibile se non doveroso l’utilizzo di una tovaglia. Ma che tovaglia scegliere? In un passato non troppo lontano la tovaglia da preferire sarebbe stata una tovaglia di lino ricamata ma oggi appare adeguato anche l’utilizzo di tovaglie damascate in fiandra o semplicemente di tovaglie in lino a tinte tenui o stampate con disegni delicati. La tovaglia dovrà essere stirata perfettamente e sarebbe opportuno inamidarla leggermente in modo da rendere il piano molto teso e la caduta perfetta. La caduta non deve mai toccare terra a meno che non si tratti di un tavolo da buffet. Sotto la tovaglia sarebbe opportuno porre un mollettone bianco e gommato in modo che attutisca gli urti degli oggetti posti sul tavolo, valorizzi le tovaglie che hanno delle trasparenze e preservi il tavolo dalla caduta di liquidi che potrebbero rovinarlo. Nel caso di tovaglia con ricami ad intaglio sarà opportuno porre fra i due piani un’ulteriore tovaglia in tinta unita. Una volta vestita la tavola bisogna scegliere il servizio in porcellana o ceramica che vi si abbini alla perfezione. Se si tratta di un occasione formale opteremo per un classico servizio in porcellana bianco. Se, invece, si tratta di un invito informale andrà bene ogni colore che si abbini bene al tovagliato meno che il colore rosso. Alcuni studi condotti presso l’ università di Basilea in Svizzera hanno, infatti, evidenziato che servire un pasto in un piatto rosso inibirebbe l’appetito. Così se siete a dieta ben venga il piatto o il bicchiere rosso ma non se avete ospiti a tavola e volete che mangino con sano piacere. Il rosso, dunque, che è da sempre utilizzato per segnalare divieti e pericoli diventa anche un segnale di stop per il nostro appetito. Un servizio da dodici di porcellane o ceramiche dovrebbe comprendere oltre ai piatti piani, fondi, da dolce, da pane, da frutta anche le tazze per il consommé con il relativo piattino, la salsiera, le zuppiere, i vari piatti da portata declinati in vari formati, l’ insalatiera, le mezzelune da accostare al piatto, ciotoline per il sale, la coppa da macedonia con le relative coppette. Per quanto riguarda il servizio di posate queste dovranno avere uno stile compatibile con le porcellane o il servizio ceramico e dovrebbe comprendere:12 cucchiai da minestra, 24 forchette, 12 coltelli,12 coltelli da pesce, 12 forchette da pesce, 12 coltellini e forchettine da frutta e dessert,12 cucchiaini da caffè,12 cucchiai da dolce,12 coltellini spalma burro, un mestolo piccolo e uno grande, tre cucchiai e tre forchette grandi da portata, posate da arrosto, posate da pesce, posate da insalata, paletta e coltello per dolci, posata per salsiera. Come già accennato nel contributo precedente, anche i bicchieri dovranno essere adeguati al vino e alle bevande che si intende offrire. Per quanto riguarda il centrotavola avevo accennato di prediligere nella scelta centrotavola bassi che permettano di guardare in faccia tutti i commensali. Negli inviti formali sarà preferibile la scelta dei fiori con colori in abbinamento al resto della mise en place e che abbiano profumi tali da non disturbare l’esperienza gustativa dei commensali. Si usa spesso utilizzare anche coppe d’acqua in cui galleggiano fiori senza stelo e candele. In inviti meno formali si potrà trarre ispirazione dalle stagioni e utilizzare boule con pesciolini, stelle marine e conchiglie, oppure in mesi autunnali ghiande e castagne, grano e così via. In prossimità del tavolo dovrà essere collocato un carrello con tutte le cose che non trovano posto a tavola ma sono necessarie come ad esempio l’oliera, i piatti necessari per il cambio, le posate di servizio etc etc.

In attesa che tutti gli ospiti arrivino, la padrona di casa, senza mai apparire impaziente, dovrà far accomodare gli ospiti in soggiorno e intrattenerli offrendo aperitivi e “stuzzichini”. Quando tutti saranno presenti, la padrona di casa provvederà ad assegnare i posti a tavola a meno che si tratti di un invito formale e in questo caso saranno previsti dei segnaposto. L’assegnazione dei posti in un invito formale dovrà seguire alcune semplici regole.

  • La padrona di casa deve sedersi in modo da tenere la situazione sotto controllo, le spetterà, inoltre, il posto a capotavola a meno che si tratti di invito in onore di qualcuno e in questo caso il posto d’onore spetterà a quest’ultimo.
  • Si deve rispettare l’alternanza di uomini e donne
  • A moglie e marito o padre e figlia non devono mai essere assegnati posti contigui.
  • L’ospite maschile più importante deve sedersi alla destra della padrona di casa mentre la signora più importante alla destra del padrone di casa
  • Bisognerà tener conto di amicizie, affinità e inimicizie nell’assegnazione dei posti
  • Cosa molto antipatica a modesto parere di chi scrive ma a quanto pare prevista dal galateo sarà quella di stabilire l’importanza dei commensali tenendo conto di titoli, funzioni, valori intellettuali e età. Alle persone importanti andranno attribuiti i posti migliori ovvero quelli con visuale più ampia e non verso la parete.

Il servizio in tavola dei singoli piatti viene eseguito sempre da destra mentre quello dei piatti da portata sempre alla sinistra dell’ospite. I vini e l’acqua devono essere serviti da destra. Il servizio segue l’ordine di anzianità (dalla più anziana alla più giovane) delle donne e poi si servono gli uomini, seguendo lo stesso ordine, e per ultima la padrona di casa. Il Padrone di casa avrà l’onere di assaggiare il vino prima del servizio. Saranno, comunque, da evitare quelle situazioni in cui la padrona di casa si assenta continuamente e per lunghi lassi di tempo per esigenze di servizio. Tutto dovrà essere organizzato in modo che i tempi risultino perfetti. Per le occasioni formali è sempre meglio, se si hanno adeguate disponibilità economiche, assumere del personale preposto al servizio.

Altra cosa molto importante per il buon esito di un invito formale è quella di conoscere come ci si comporta a tavola per evitare pericolosi scivoloni!

Come prima cosa non bisogna mai augurare buon appetito e non bisogna mai brindare dicendo “cin cin!” Augurare buon appetito è pari ad un incitamento all’abbuffata decisamente poco consono alle occasioni formali. In passato le nobildonne avevano addirittura l’usanza di mangiare a casa propria in modo da poter ostentare un certo contegno in pubblico. Cin cin invece è una moda borghese piuttosto moderna e non condivisibile. In occasioni formali è sempre meglio innalzare il bicchiere in segno di augurio prima di portarlo alle labbra. Ovviamente in famiglia o con amici quell’intimo gesto di avvicinare i bicchieri guardandosi negli occhi è sempre permesso e personalmente la trovo anche un’usanza carina e divertente che rende il momento festoso! Il pane deve sempre essere spezzato con le mani in piccoli tozzi sul piattino da pane e il coltello non deve mai essere usato per tagliare il formaggio.

Ed ecco che possiamo concludere sottolineando che non è importante soltanto ciò che viene servito ma anche come lo si fa e in quale contesto. Spero che questo piccolo contributo possa risultare di aiuto a quanti si trovano spaventati e disorientati nell’organizzare i primi pranzi o le prime cene in casa propria. Buona fortuna!

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Indovina chi viene a cena?

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Sarà capitato a tutti voi di essere invitati a pranzo o a cena da qualcuno che non si era precedentemente informato sulle vostre allergie o intolleranze alimentari o più semplicemente sui vostri gusti personali e di aver tremato al veder comparire sul tavolo un bellissimo e curatissimo piatto a voi sgradito! A me è successo tante e tante volte purtroppo. 😮 Quindi oggi ho pensato di scrivere un contributo su un argomento tanto scontato quanto sottovalutato ovvero: Come ricevere ospiti a casa per il pranzo o per la cena e farli sentire i benvenuti!

A volte si dice :“farli sentire a casa propria” ma a me questa immagine non mi evoca sensazioni gradevoli perché vorrebbe significare che qualsiasi cosa manca in tavola devo alzarmi a prenderla e poi devo sparecchiare e lavare i piatti… pietà per me! 😉 A parte gli scherzi… sarà giusto un piccolo contributo, niente di troppo tecnico ed esaustivo ma solo un piccolo “vademecum” per organizzare una serata non troppo formale ma piacevole con amici o semplici conoscenti.

Detto ciò partiamo dall’ invito  che può essere formale e in questo caso è preferibile che sia cartaceo e non via e-mail oppure informale ovvero tramite telefonata. Personalmente non amo gli inviti fatti con un messaggino al cellulare a meno che ci sia tantissima confidenza e un numero di invitati superiore a due e in questo caso “ci sta” pure un messaggio collettivo tramite cellulare! Poi dobbiamo informarci sulle abitudini alimentari e stili di vita dei nostri invitati. Faremo menu diversi a seconda che i nostri invitati siano vegetariani, vegani, celiaci o semplicemente intolleranti al glutine o che abbiano una qualsiasi altra allergia o intolleranza. Sarebbe opportuno preparare menu equilibrati sotto il profilo nutrizionale in modo da non “appesantire” i commensali e lasciar loro un ricordo  negativo e oltremodo lungo della serata. Un’altra cosa importante è non sperimentare mai nuovi piatti ma preparare sempre pietanze ben collaudate per non incorrere in spiacevoli sorprese! Ricordate sempre, inoltre, che i piatti più leggeri hanno la precedenza di servizio su quelli più pesanti, i piatti delicati vanno serviti prima di quelli più complessi e aromatici e i piatti freddi devono precedere i piatti caldi. Inoltre, il riso deve essere servito prima della pasta e i crostacei prima dei pesci. Le minestre in brodo e le zuppe devono essere versate nel piatto fondo senza superarne il bordo interno e non devono mai essere offerte una seconda volta. Il vino deve essere scelto per esaltare il gusto del piatto e viceversa. Non potremmo, dunque, mai servire un vino “tannico” con un pesce delicato.  Si può scegliere un unico vino per allietare tutta il pasto  oppure un vino diverso per ogni portata ma l’importante è che Il vino sia sempre servito alla giusta temperatura di servizio e in bottiglia in modo che l’etichetta sia visibile  a tutti. Si potrà togliere il vino dalla bottiglia solo allorquando il vino ne abbia bisogno per  essere ossigenato.

Un’altra cosa davvero sgradevole che mi è successa una sera invitata a cena da amici  è che questi ultimi hanno ritirato i piatti ai commensali che avevano finito di mangiare quella portata e mi hanno così indotta a correre nella consumazione del piatto senza poterlo gustare appieno!

Ecco io ci tengo molto a dire che non si faaaa! A parte gli scherzi…è davvero fastidioso quasi come la musica di sottofondo durante il pasto che si trasforma in un canto straziante e forsennato a volumi udibili anche su marte!

Per quanto riguarda la mise en place potrete sbizzarrirvi! Se si tratta di un pranzo informale, ad esempio, potrete usare anche tovagliette americane, runner, sottopiatti direttamente a contatto con un tavolo rustico etc etc. Anche per il centrotavola potrete usare tutta la vostra fantasia ma un piccolo accorgimento sarà quello di scegliere centrotavola bassi che permettano di guardare in faccia tutti i commensali. Se si tratta di fiori, inoltre, sarà opportuno scegliere fiori che non abbiano un profumo troppo intenso per non disturbare l’olfatto nel sentire il profumo dei piatti. Le posate devono essere apparecchiate partendo dalla destra di ogni invitato in ordine di utilizzo. All’estrema destra si pone il cucchiaio con la parte concava rivolta verso l’alto. Alla sinistra di quest’ultimo si pone il coltello, con la lama rivolta verso il piatto. La forchetta trova posto alla sinistra del piatto con i rebbi rivolti verso l’alto. Al di sopra del piatto trovano collocazione le posate da dessert. In prossimità del piatto avremo il coltello con la lama rivolta all’interno e l’impugnatura verso destra, seguirà la forchetta, con il manico a sinistra e esternamente il cucchiaio con il manico a destra. Ci sono casi in cui sono previste più portate e devono essere aggiunte altre posate con un massimo di tre elementi per tipo. A destra così troveremo, dunque, il cucchiaio, il coltello per il pesce e il coltello per la carne più vicino al piatto.

A sinistra sempre all’esterno verso l’interno, si pone la forchettina per l’antipasto, la forchetta per il pesce, quella per la carne.

L’unica forchetta ammessa sulla destra è l’eventuale forchetta per le ostriche.

Come molte cose è più difficile a dirsi che a farsi… A dire il vero…Io ho davvero poco spazio sul tavolo e in questi casi porto le posate in tavola di volta in volta. Per quanto riguarda i piatti, quello piccolo da antipasto, quello fondo e quello piano verranno posizionati in tavola mentre il piattino da dessert verrà portato in seguito.

Nel caso di due primi piatti o due  o più secondi è preferibile avere piatti diversi piuttosto che sistemare sapori diversi in uno stesso piatto perché sapori diversi potrebbero mischiarsi con effetti spiacevoli e deludenti.

Una cosa molto importante, è controllare sempre che non vi siano in tavola piatti o bicchieri sbeccati che  oltre che essere antiestetici potrebbero ferire i commensali!

Per quanto riguarda i bicchieri bisogna sempre ricordare che ogni vino ha il suo bicchiere e che è preferibile per l’acqua un bicchiere molto capiente.

La colorazione del vetro, inoltre, può rovinare l’esperienza di degustazione del vino! Per il vino, dunque, è sempre preferibile un calice trasparente!

Per quanto riguarda l’apparecchiatura i bicchieri devono essere allineati a destra.  Partendo da sinistra Il primo bicchiere  sarà quello dell’acqua, poi quello del vino rosso e infine quello del vino bianco. Eventualmente potrà essere aggiunto un flùte.

I calici in cristallo non devono essere mai lavati in lavastoviglie perché diventerebbero opachi ma a mano con acqua calda e un detersivo delicato e devono essere asciugati con un panno morbido che non lasci “pelucchi”.

Decisamente out i tovaglioli di carta, anche se ormai sono molto in voga in ogni occasione, a meno che non ci si trovi in famiglia o con amici  molto, molto, molto, molto intimi! 😉 Esistono tanti modi per piegare i tovaglioli dandogli forme originali e potrete divertirvi!

Prima del pranzo o della cena è consuetudine offrire agli ospiti, generalmente in  zona divani  su un tavolino basso da caffè un piccolo aperitivo. Questo dovrebbe essere uno sherry, un cocktail, del vino frizzante etc. etc. accompagnato  da qualcosa di leggero e stuzzicante e non troppo abbondante perché ha l’unico scopo di stuzzicare l’appetito dei vostri ospiti. Dopo il pasto, invece, sarebbe opportuno offrire con il caffè un liquore da versarsi in piccole dosi in un bicchierino piccolo. Un’ usanza abbastanza recente è quella di fare un piccolo cadeau agli ospiti che potrà, ad esempio, consistere in una piccola confezione di cioccolatini  artigianali particolari o  se, ad esempio, gli ospiti vengono da altri luoghi geografici  sarebbe carino fargli dono di un prodotto regionale come, ad esempio, una piccola marmellata, una mostarda, una bottiglia di vino etc.etc. Ora invece parliamo di cosa fare se ci viene portata in dono una bottiglia di vino! Sembra banale sottolinearlo ma in questo caso bisogna aprirla in presenza degli ospiti e condividerla…anche se non si abbina con il menu..purtroppo chi l’ha portata non ci ha pensato …faremo in modo di collocarla in un momento del pasto in cui non faccia troppi “danni”!