014045060

 

Ingredienti:

3 patate

3 porri

250 gr di orzo

300 gr di ceci

4 carote

Olio evo  dal sapore erbaceo e carciofato q.b.

Circa 3 litri di acqua

un dado vegetale fatto in casa

Eventuale sale q.b.

Una spolverata di  aromi essiccati provenzali: timo,prezzemolo, finocchio, rosmarino, origano, santoreggia, salvia, maggiorana, ginepro.

 

Procedimento:

Mettere a bagno i ceci dal giorno antecedente la preparazione finale.

Fare un soffritto con i porri, le carote e le patate a cui  poi andranno aggiunti tre litri di acqua calda,un dado vegetale fatto in casa, sale q.b.,ceci e orzo e far cuocere lungamente fin quando i legumi e i cereali non risulteranno ben cotti.

Servire in tavola aggiungendo un giro d’olio e una spolverata di spezie provenzali e buon appetito!

 

Annunci

Risotto alla Melagrana

risotto melagrana 1

risotto melagrana 2

Ingredienti per quattro persone:

2 cipolle grandi

un dado vegetale

una melagrana

450 grammi di riso integrale

sale q.b.

olio evo q.b.

pepe nero q.b.

Formaggio a pasta filata tipo galbanino

risotto melagrana 3

Procedimento:

Tagliare le cipolle a fettine e metterle insieme al riso in una casseruola con olio evo.

Appena la cipolla si sarà ammorbidita aggiungere i chicchi di metà melagrana e un bicchiere di brodo caldo a base di  dado vegetale e far continuare a cuocere aggiungendo acqua calda fin quando il riso si sarà ammorbidito.

Appena il riso sarà cotto  abbassare la fiamma, aggiustare il sale e aggiungere una spolverata di pepe nero e il formaggio a pasta filata grattugiato.

Impiattare, guarnire con i chicchi di melagrana rimasta e servire.

risotto melagrana 5

Zucca di Ottobre

017

Ingredienti per quattro persone

300 gr di pasta

4 carote

500 gr di zucca

tre grossi porri

sale q.b.

olio q.b.

acqua q.b.

pepe nero q.b.

Procedimento

Tagliate a pezzetti la zucca, le carote e i porri e mettete tutto in una casseruola con un po’ d’olio e qualche pizzico di sale. Far cuocere fino a quando tutti gli ingredienti non risulteranno morbidi e ben cotti aggiungendo un pochino d’acqua al bisogno. Ultimata la cottura aggiungetevi del pepe nero macinato al momento, un filo d’olio e frullate. Usate il composto per condire il vostro formato di pasta preferito 😉

Riso alla Cantonese

riso alla cantonese

Ingredienti per quattro persone

300 grammi  di Riso Basmati o thai

250 grammi piselli

1 cipolla bianca

200 grammi di prosciutto cotto tagliato a cubetti

tre uova

Procedimento

Far imbiondire la cipolla nell’olio e poi aggiungere i piselli, il sale e mezzo bicchiere d’acqua e ultimare la cottura.

In un’altra padella unta d’olio far cuocere le uova strapazzate con un pizzico di pepe nero e poi ridurle in straccetti utilizzando i rebbi di una forchetta.

Portare l’acqua  salata ad ebollizione e cuocervi il riso lasciandolo leggermente al dente. Scolare il riso e e sciacquarlo con acqua fredda per lavare via l’amido.

In una casseruola molto grande unta d’olio far saltare i dadini di prosciutto cotto e in seguito aggiungere tutti gli altri ingredienti e un filo d’olio e cuocere a fiamma bassa per pochi minuti.

Far intiepidire, servire e buon appetito!

061

Una ricetta sana e veloce : Riso Integrale e Fantasia!

031

Ingredienti per quattro persone

280 grammi di riso integrale

2 zucchine medie

1 porro grande

250 grammi di piselli congelati

Procedimento:

Tagliare le zucchine e il porro in pezzi piccoli, aggiungere i piselli ancora congelati e mettere tutto in una casseruola con olio e sale (Se si vuole usare poco olio aggiungere un po’ d’acqua).

Far cuocere il riso in abbondante acqua salata, scolare e aggiungervi il condimento precedentemente preparato e un filo d’olio.022

026

Lorighittas

036

Vi siete mai soffermati a sentire il profumo della semola Senatore Cappelli? Appena ho  aperto la confezione sono stata investita dalla  bionda fragranza delle spighe disposte al sole e accarezzate da un soffio di vento.

Credetemi, non sto assolutamente esagerando questa semola ha un profumo molto evocativo che si fa ancora più deciso e intenso allorquando viene impastata con l’acqua e entra in contatto con la pelle delle mani.

La Semola Senatore Cappelli è ottenuta dalla macinazione di un’antica varietà di grano  duro autunnale selezionata da Nazzareno Strampelli. Questa cultivar ha quasi compiuto il secolo ed oggi viene coltivata soprattutto in Basilicata, in Puglia, in Calabria e in Sardegna (Trexenta, Marmilla e  Sarcidano).

Sarà, dunque, perché ne adoro il profumo e il sapore o perché sono fiera del fatto che venga prodotta in Sardegna o semplicemente perché porta il nome di un  illustre conterraneo di mia madre, l’abruzzese  Raffaele Cappelli ma io oggi la scelgo come ingrediente per la mia ricettina del giorno: Le Lorighittas!

Le Lorighittas sono un formato di pasta, con un intenso color giallo semola, tipico del paese di Morgongiori. Nella forma ricordano vagamente  un orecchino torchon richiuso su se stesso a formare un anello o più spesso una forma più allungata. Devono il loro nome a “ Sa loriga”ovvero l’anello al quale si legavano gli animali. Questa pasta tradizionale, viene prodotta ormai da tanti anni. Si pensi che una relazione  sulle attività economiche rivolta al re di spagna del XVI secolo già le menzionava!

Venivano confezionate fin dalla seconda decade di Ottobre in preparazione della festa di tutti i Santi. Tutte le donne del paese si riunivano intorno al tavolo e tra una chiacchiera e l’altra “facevano sera” confezionando col solo uso delle loro mani questi splendidi gioielli di semola e adagiandoli su cesti e canestri intrecciati per poi farli asciugare. Le donne più anziane a dispetto dell’abbassamento della vista, erano  e sono ancora oggi, quelle più svelte nell’atto di plasmare l’ impasto. Queste Lorighittas sono anche le più belle, frutto di una manualità acquisita da piccole e mai dimenticata. Alla fine della giornata di lavoro le Lorighittas venivano suddivise fra le donne e portate da ognuna nel proprio nucleo familiare e disposte ad asciugare per tre giorni in estate e una settimana in inverno. Per preparare le Lorighittas si forma prima una pallina di impasto che viene tenuta coperta per non farla seccare (io uso un pezzetto di pellicola trasparente). Poi sul tavolo pulito, si allunga l’impasto con un movimento veloce delle mani. Le due mani rivolte con i palmi verso il basso si muovono avanti e indietro sul tavolo per formare una cordicella di impasto. Quest’ultima viene poi arrotolata due volte su tre dita (l’indice, l’anulare e il medio) e intrecciata con un rapido movimento. Un procedimento molto lungo e laborioso, dunque, ma che con tanta esperienza e manualità può diventare incredibilmente semplice e veloce. In Sardegna molti alimenti sono legati ad una storia fantastica e spesso con una morale rivolta ai bambini e ciò avviene anche nel caso delle Lorighittas con la “Storiella di Maria Pungi Pungi”. Maria pungi pungi era una strega che volava nel cielo sulla sua scopa nel giorno di tutti i santi e pungeva con un forcone tutti i ghiottoni che avevano mangiato troppo quel giorno. Allora le mamme consigliavano ai bambini di lasciare qualche Lorighittas nel piatto per Maria pungi pungi. A casa mia poco lontano da li, a Cagliari, nel frattempo  vigevano ben altre regole: se lasciavi qualcosa nel piatto erano guai!

Ingredienti

Semola rimacinata

Acqua

Sale

Procedimento

Impastare a mano in un contenitore capiente la semola e l’acqua con disciolto all’interno il sale.023

Trasferire l’impasto sulla spianatoia per lavorarlo a mano fino a renderlo omogeneo. I colori della foto non  so perché ma non sono i colori reali, purtroppo, ma per fortuna questo non influisce sul procedimento.

024

Far riposare brevemente l’impasto avvolto in una pellicola e poi iniziare la lavorazione.Per preparare le Lorighittas si forma prima un tozzetto di impasto che viene tenuto coperto per non farlo seccare (io uso un pezzetto di pellicola trasparente). Poi sul tavolo pulito, si allunga l’impasto con un movimento veloce delle mani. Le due mani rivolte con i palmi verso il basso si muovono avanti e indietro sul tavolo per formare una cordicella di impasto. Ora si può lavorare intorno alle dita senza reciderla alla base oppure si può prima tagliare la cordicella di impasto per poi iniziare la lavorazione. La prima è la lavorazione più corretta ma a me, che non sono troppo esperta, vien meglio nel secondo modo.

034

Quest’ultima viene poi arrotolata due volte su tre dita (l’indice, l’anulare e il medio) e intrecciata con un rapido movimento. purtroppo non ho nessuno che mi fotografi mentre creo la Lorighittas ma spero di essermi spiegata bene col testo scritto e mi riservo in futuro l’aggiunta di alcune foto illustrative. Una volta pronte le Lorighittas possono essere adagiate su un canestro intrecciato ma io purtroppo non possedendone uno le ho posate su un  vassoio di cartone per alimenti spolverato di fecola e farina. Le Lorighittas  disposte  sul vassoio dovranno asciugare per tre giorni in estate e una settimana in inverno. dopo cotte,potranno essere condite in maniera tradizionale con sugo semplice o ragù di galletto oppurealle verdure e in tutti i modi che vi suggerisce la fantasia.

045P.S. imparate dai miei errori…qualche anello si è rotto nell’atto di scolare la pasta, forse perché non le ho sigillate bene o perché le ho scolate tutte assieme.Sarebbe meglio usare una schiumarola!

Culurgiones Ogliastrini

culurgiones 2

I culurgiones  sono una specialità Sarda della zona dell’ Ogliastra ma che si è poi estesa a tutta la Sardegna con numerose varianti specialmente in relazione alla tipologia di formaggio amalgamato all’impasto che spazia da “ Su viscidu”e “su Casu Axedu” al pecorino fresco o  stagionato. La mia famiglia li prepara con il solo pecorino fresco. In alcuni paesi i Culurgiones  hanno nomi diversi come, ad esempio, culurgionis, culurxionis etc etc e vengono considerati come un dono prezioso e apotropaico per proteggere la famiglia dai lutti. La chiusura del culurgiones è una vera e propria arte tramandata di madre in figlia e viene chiamata” Sa Spighitta” perché ricorda una spiga di grano e in passato era augurio di buon raccolto.

         Ingredienti:

220 gr di semola rimacinata di grano duro

80 gr di farina 0

Acqua q.b. (quanta ne prende la farina e cmq circa 150 grammi)

Due cucchiai di olio extravergine di oliva

un pizzico di sale

600 gr di patate farinose (le stesse che si usano per gli gnocchi)

Foglie di menta (più o meno 10)

40 gr di pecorino fresco

mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva

uno spicchio d’aglio

Un pizzico di pepe nero

Sale q.b.

Procedimento:

Per prima cosa prepariamo il ripieno. Peliamo e facciamo cuocere a vapore le patate e poi passiamole con il passapatate, uniamo il formaggio, la menta fresca tritata,  un pizzico di pepe nero e mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva in cui avremo precedentemente fatto soffriggere un grosso spicchio di aglio. Aggiungiamo poi il sale e facciamo raffreddare.

A questo punto prepariamo la sfoglia.

Mettiamo la farina  e la semola a fontana  in un contenitore capiente e versiamo al centro l’acqua mischiata con due cucchiai di olio extravergine di oliva e il sale. Impastiamo il tutto con le mani su una spianatoia e stendiamo la sfoglia molto sottile. Io utilizzo la macchinetta per la pasta e la lavoro prima più grossa e poi sempre più sottile. Ora mettiamo il ripieno all’interno della sfoglia e chiudiamoli come i ravioli normali o se vogliamo cimentiamoci nella chiusura spigata.

Per ottenere “Sa Spighitta” ci vuole tanta manualità per prima cosa facciamo dei cerchi di pasta utilizzando un bicchiere. Poi pieghiamoli a metà tenendoli fra l’indice e il pollice e adagiamo l’impasto all’interno. Per formare la spiga pizzichiamo il bordi della pasta sovrapponendola avendo cura di sigillare bene la punta finale. Adagiamoli su un vassoio infarinato e facciamoli poi cuocere per cinque minuti circa in acqua salata dopo l’ebollizione. Condire con un sugo semplice al basilico o con un sugo con la salsiccia.

Ingredienti per il sugo di salsiccia:

400 gr di salsiccia aromatizzata al finocchietto selvatico

foglie di basilico q.b.

sale q.b.

4 carote

due cipolle bianche

600 gr di pelati o cubetti

pecorino

peperoncino q.b.

Procedimento:

Privare la salsiccia del budello e ridurla in pasta.In seguito,tritare finemente le cipolle e le carote e far soffriggere insieme alla salsiccia con abbondante olio extravergine di oliva, peperoncino e sale.Quando il tutto sarà ben rosolato aggiungere i pelati di pomodoro in parte frullati con il frullatore ad immersione e in parte ridotti in tocchetti. Dopo che si sarà raffinato aggiustare di sale e valutare l’acidità per correggerla eventualmente con un cucchiaino di zucchero bianco. Spegnere e far raffreddare con il coperchio mettendovi del basilico per insaporire.