Torta di Porri e Patate

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Ecco una cosa che non è esattamente indicata per la linea ma che dà davvero grande soddisfazione al palato! Un piatto povero per antonomasia ma davvero gustoso e come tutti i piatti poveri, dall’alto potere saziante!  Decisamente non consigliato per uscite con il fidanzato o in comitiva perché non è esattamente un prodotto di bellezza per l’alito.

Diciamo comunque che si adatta bene a quelle giornate invernali sul divano, col pigiamone e i calzettoni davanti alla TV!

Dopo questo degradante quadretto passo a darvi la ricetta!

Ingredienti

5 grandi patate

1 porro

tre uova

parmigiano grattugiato

olio evo q.b.

sale q.b.

pepe nero q.b.

Procedimento

Lavate, pelate e tagliate le patate a tocchetti e poi lavate e  mondate  il porro.

Mettete patate e porro in forno a 180 gradi in una teglia foderata con la carta da forno insieme ad un po’ d’olio , un pizzico di sale e pepe nero in polvere.

Quando le patate e il porro saranno morbidi sfornarli e farli raffreddare  e preparare nel frattempo le uova sbattute con il parmigiano e un pizzico di sale.

Aggiungere  il pane grattugiato e le uova  (precedentemente sbattute) alle patate, e rinfornare avendo cura di spolverare la superficie dello sformato col pane grattugiato.

Sfornare ad ultimata cottura e mangiare quando si sarà intiepidito.

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Zucchine al Ripieno di Ricotta

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Ingredienti:

250 gr di ricotta vaccina

7 zucchine medie

3 uova

Pane grattugiato q.b

Sale q.b.

Pepe nero q.b.

Un porro

Olio q.b.

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Procedimento.

Lavare le zucchine e tagliare le due estremità esterne.

Tagliare le zucchine a tocchetti e svuotare ogni tocchetto in modo da ricavare anelli di misura più o meno simile.

Mettere il ripieno in una casseruola con il porro lavato , mondato e tagliato e un pizzico di sale e far soffriggere fino a quando avranno acquisito morbidezza.

Unire al ripieno così preparato e raffreddato la ricotta, l’uovo,  il pane grattugiato, il pepe nero e aggiustare di sale e pepe.

Scottare brevemente gli anelli di zucchina nell’ acqua salata portata precedentemente ad ebollizione.

Riempire gli anelli con il composto di ricotta e zucchine, impanare le estremità e metterle in forno  a 180 gradi in una teglia foderata con la carta da forno.

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Buon appetito!

P.S. Con lo stesso composto potranno essere riempiti anche i fiori 🙂 che verranno poi passati nell’uovo sbattuto, salato e pepato e infine impanati nel pane grattugiato.

Ad ognuno la sua frolla!

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crostata come una volta...078Ebbene si!

Non tutte le crostate sono uguali come del resto non sono tutti uguali i gusti delle persone…

Mio marito adora la crostata classica di colore bruno che si sfalda in bocca, io prediligo una crostata più morbida e anemica con tanto sapore di limone, mia zia adora quella un po’ alta a cui si aggiunge un pizzico di lievito e mia madre ha la sua ricetta intramontabile e inconfondibile!

Insomma ci sono tantissimi modi di creare l’impasto di una crostata ed altrettanti modi per farcirla e decorarla: crema pasticcera e frutta, crema al gianduia, marmellata, confettura e tanti altri ancora.

Oggi però ci concentreremo sull’impasto 😉

Tendenzialmente la  frolla per la crostata classica di colore bruno viene preparata con la marmellata, la mia preferita con la crema al gianduia e quella lievitata con la crema e la frutta o come torta della nonna, mentre, mia madre, la sua, la guarnisce con tutto e mi piace sempre! ma mi rendo conto che sulle ricette che hanno una storia di famiglia non si può essere completamente obiettivi ;-)!

Ad ogni modo, io mi diverto spesso a cambiare le regole e sperimento sempre nuove combinazioni!

La mia preferita

300 gr di farina

150 gr di zucchero

2 uova e un tuorlo

130 gr di burro

1 limone biologico grattugiato

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Procedimento

Disporre la farina a fontana e versarvi all’interno lo zucchero, le uova e il burro tagliato a tocchetti e la scorza del limone grattugiato.

Impastare il tutto molto velocemente, formare una palla di impasto, coprirla con della pellicola trasparente e riporla in frigorifero per circa mezz’ora. Foderare una teglia per crostata con la carta da forno e stendervi sopra la frolla in uno strato uniforme.

Formare dei bordi alti con l’impasto e bucherellare la superficie della frolla con i rebbi di una forchetta.091

La Ricetta di mia madre

300 gr di farina

150 gr di zucchero

2 tuorli e un uovo intero

150 gr di burro

1 limone biologico grattugiato.

Il procedimento è sempre lo stesso.

crostata come una volta...

La passione di mio marito:

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250 grammi di farina

125 grammi di burro

100 grammi di zucchero a velo

40 grammi di tuorli (circa tre uova grandi)

la scorza di  un limone

1 pizzico di sale

1 bacca di vaniglia

Il procedimento è sempre lo stesso.

La crostata lievitata che piace a mia zia:

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350 gr di farina

2 uova intere e un tuorlo

un pizzico di sale

un pizzico di lievito

la scorza di un limone

100 grammi di zucchero

150 gr di burro

Il procedimento è sempre lo stesso con l’aggiunta del lievito mischiato alla farina.

Ricevere per l’afternoon tea: un cucchiaino di tè per ogni ospite più uno “for the pot”

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Vorreste raggiungermi a casa per un tè delle cinque?

Tutto ha avuto inizio con un semplice invito per un tè fra amiche e ora sono immersa nei meravigliosi preparativi di questo rito! No… non ho ancora apparecchiato e disposto alzatine in colori pastello e campane di vetro colme di invitanti e colorati cupcake per ora sono immersa in un libro di ricette di dolci e prelibatezze per accompagnare l’afternoon tea e seguirà, temo, l’immersione in un mare di farina da trasformare nel cibo rituale 😉

Oggi in questo breve contributo vi parlerò della tradizione Inglese del tè delle cinque ma in futuro mi riservo di raccontarvi qualcosa del rito del tè giapponese e di quello di tanti altri paesi del mondo. Il tè, infatti, è amato e apprezzato da tante diverse tradizioni. L’imperatore cinese Tsing-Nung scrisse: “ il tè sveglia il pensiero, rinfresca il corpo e tranquillizza i nervi. Quando sei depresso il tè ti dà di nuovo forza e coraggio”.

La storia del rito del tè in Inghilterra, invece, nasce dal bisogno e non dalla riflessione e risale all’800, precisamente al 1840.

Si racconta che quest’usanza sia stata iniziata da una delle cameriere/dame di compagnia della Regina Vittoria, la settima duchessa di Bedford una certa Anna Maria Stanhope. Anna, evidentemente un po’ mi somigliava perché non riusciva a resistere senza mangiare fino alla cena delle 21: “Doveva fare merenda!” Del resto viene appetito a stare dietro agli impegni della regina salendo e scendendo, tutto il giorno, le scale del castello! Una bella tazza di tè accompagnata da pane, burro e invitanti dolcini si presentava come la manna dal cielo per spezzare la fame delle cinque! Inizialmente la consumava in solitudine, ritirata nei “suoi appartamenti”… forse aveva sentito dire anche lei che se mangi un dolce e nessuno ti guarda quel dolce non ha calorie? Chissà…

Il cibo, però, è  da sempre anche occasione di socialità e aggregazione e così la solitudine non durò a lungo!Del resto la saggezza popolare dice che: “chi mangia solo si strozza!”

Così il tè delle cinque è diventato occasione di pettegolezzi piccanti e confidenze fra amiche oltre che di piacevolezza per il palato e per il corpo nelle fredde giornate invernali! Oggi in Inghilterra si consumano circa 48 miliardi di tazze di tè ogni anno ed esistono tante tea rooms dove dalle 15 alle 17 viene servito l’afternoon tea declinato in più di trenta tipologie e accompagnato da toast, minisandwich,tartine al salmone e cetrioli, dolcini, fette di torta e tanto altro ancora.

In alcune di queste sale da tè vi è addirittura un professionista del tè che ne guida la degustazione e gli abbinamenti…un vero e proprio sommelier del tè!

Nelle consolidate tradizioni britanniche la bevanda però non viene consumata solamente nel pomeriggio (Low tea) bensì viene consumata anche all’ora di colazione o in sostituzione della cena (High tea) e mentre da noi in Italia molte sale da tè attendono tempi migliori, in Inghilterra sono molto frequentate e una delle più famose, quella dell’Hotel Ritz ha una lista di attesa lunghissima, di quasi due mesi, per la prenotazione e prevede addirittura un dress code per l’ingresso! A casa, invece, nessun dress code esplicito anche se il galateo prevede, sia per chi riceve che per chi viene invitato, un abbigliamento semplice pomeridiano con scarpe basse, nessun gioiello, trucco leggero e vestito non scollato. L’invito potrà essere fatto per telefono, per messaggio telefonico o biglietto informale in caso di rapporti molto confidenziali ed è buona regola di bon ton dare subito una risposta definitiva senza tentennamenti per dar modo alla padrona di casa di organizzarsi. In tal caso si potrà disdire l’impegno in soli casi eccezionali. In caso di rapporti formali fra chi invita e chi è invitato sarà preferibile inviare un invito con biglietto da visita che richiamerà la formula R.S.V.P. L’invitato potrà, così, dare la sua risposta per telefono, se è inserito il numero di telefono nel biglietto, altrimenti con un bigliettino. Sarà apprezzabile  da parte della padrona di casa, informarsi delle allergie o intolleranze alimentari di ogni invitato per poi organizzare il buffet di conseguenza.
Come abbiamo visto, l’invito per il tè può essere formale o informale ma in ogni caso il galateo prevede che debba essere servito improrogabilmente alle 17:00 senza nemmeno aspettare i ritardatari! Conoscendo le mie amiche temo che mi ritroverei a sorseggiarlo da sola! 😉

In passato il tè pregiato era soltanto quello in foglie, pertanto il bon ton prescriveva che dovesse essere servito solo quello ma oggi in commercio esistono degli ottimi tè anche in bustina.

In estate sarebbe carino offrire il tè in giardino mentre di inverno andranno benissimo o un giardino d’inverno o più semplicemente il salotto abbellito con dei fiori di stagione.

La tovaglia dovrà essere di lino o di cotone bianco o comunque di tenui tonalità pastello e dovrà essere abbinata ai tovaglioli che non dovranno mai essere di carta.

I mug sono banditi per lasciar spazio a tazze da tè in porcellana con relativo piattino. La tazza da tè con il suo piattino dovrà essere adagiata sopra al piattino da dolce. A destra si troverà il coltello da dolce e un cucchiaio da tè e a sinistra la forchettina da dolce. Sono molto utili anche i piattini per posare il filtro del tè dopo l’utilizzo.

Sarebbe opportuno offrire agli ospiti diverse possibilità di scelta del tè così come dell’edulcorante che potrà essere rappresentato da zucchero in zollette, zucchero aromatizzato, zucchero di canna integrale, dolcificante o potrà consistere più semplicemente in un cucchiaino di miele.

Il tè dovrà, inoltre, essere accompagnato dalle due varianti di rito: Bricco del latte e piattino con fettine di limone. (Io però adoro anche le fettine d’arancia aromatizzate alla cannella!) In genere gli inglesi prediligono macchiare il tè con  il  latte ed il motivo ha radici storiche.

Anticamente, il latte veniva utilizzato per raffreddare il tè in modo da non rovinare le  finissime e fragili porcellane pregiate in cui veniva servito.  Inoltre rimane sempre attuale la diatriba fra chi ritiene che il latte debba essere versato nella tazza prima del tè (i cosiddetti Miffy) e chi ritenga il contrario (I tiffy).Si deve, invece, ai Russi l’utilizzo del limone che veniva impiegato per coprire il gusto pungente delle foglie di tè rovinate dal lungo viaggio iniziato nelle indie.

Per preparare un buon tè dovrà assolutamente essere bandita l’acqua del rubinetto e andrà utilizzata solo acqua in bottiglia perché la durezza dell’acqua potrebbe rovinarne il gusto.L’acqua del tè dovrà bollire  in un pentolino o in un bollitore di metallo a fuoco medio.

La teiera dovrà essere  precedentemente riscaldata e qui verranno infuse  le foglie libere di tè  o le bustine (aperte o servite integre).Si potrà utilizzare un tea cosy per coprire la teiera per impedire al calore di disperdersi.

In caso di foglie libere di tè verrà posizionato sopra la tazza un colino da tè, quindi la bevanda verrà versata all’interno della tazza con lentezza estrema e la tazza verrà poi consegnata all’ospite.

Sarebbe opportuno che la teiera non rimesse vuota dopo aver servito tutti gli ospiti.
La quantità di tè è solitamente un cucchiaino per ogni ospite più uno per la teiera e il tempo di infusione varia da tre a cinque minuti.Dovrà essere la padrona di casa in persona a servire il tè alle sue amiche chiedendo agli ospiti se preferiscono latte o limone e la quantità di edulcorante o zucchero desiderata. Quando si aggiungerà lo zucchero bisognerà fare in modo che il tè non fuoriesca dalla tazza, non si dovrà soffiare sul tè per raffreddarlo né tantomeno fare rumori molesti nel sorseggiarlo e mi raccomando..occhio a non sollevare il mignolo e a non intingere i biscottini nel liquido! Il cucchino, inoltre, serve solo per sciogliere l’edulcorante nel liquido e non per l’assaggio e subito dopo l’utilizzo dovrà essere tolto dalla tazza e posato sul piattino alla sua destra. Il tè va sorbito tenendo  il piattino appoggiato sul tavolo e sollevando solo la tazza per portarla alla bocca. Finita la sorsata, la tazzina deve essere riappoggiata sul piattino. Se non si ha a disposizione un tavolo, il piattino va tenuto in grembo e si procederà allo stesso modo.

Ora vado a preparare i dolcini per domani…il giorno del mio afternoon tea! 😉

Se volete saperne di più potete partecipare ad uno dei seminari sull’afternoon tea che organizzo per Aramenta! una bacione a tutti e a presto!

Verdemangiare!

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Ingredienti per quattro persone:

300 gr di mezze penne integrali e biologiche

un broccolo grande

2 spicchi di aglio

un pizzico di peperoncino

olio q.b.

sale q.b.

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Procedimento

Pulire e mondare il broccolo, tagliarlo a pezzetti e farlo bollire in abbondante acqua salata.Quando si sarà ammorbidito scolarlo (avendo cura di conservare l’acqua che servirà poi per far cuocere la pasta) e farlo soffriggere in una grande padella con olio, peperoncino e aglio.

Far bollire la pasta nell’acqua precedentemente messa da parte e poi farla saltare nella padella col condimento per pochi minuti.