Pollo arrosto con i Peperoni

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Ingredienti

Un pollo ruspante

spezie q b: timo, rosmarino, origano, salvia, maggiorana,alloro, prezzemolo, ginepro, pepe nero, santoreggia.

uno spicchio d’aglio

tre  grandi peperoni gialli

sale q.b.

olio q.b.

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Procedimento:

Foderare una teglia con la carta da forno e disporvi all’interno il pollo cosparso di spezie, lo spicchio d’aglio e i peperoni tagliati a listarelle. Aggiungere l’olio e il sale e infornare a 180 gradi fin quando non avrà assunto una colorazione bruna e gli ultimi 15 minuti a 250 gradi fino ad ultimare la cottura avendo cura di non far bruciare i peperoni che in caso siano troppo cotti andranno tolti in anticipo.

Sfornare il pollo e aprirlo in due parti farcendolo con i peperoni e il loro sughetto che lo renderanno umido e gustoso anche il giorno seguente.

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Riso alla Cantonese

riso alla cantonese

Ingredienti per quattro persone

300 grammi  di Riso Basmati o thai

250 grammi piselli

1 cipolla bianca

200 grammi di prosciutto cotto tagliato a cubetti

tre uova

Procedimento

Far imbiondire la cipolla nell’olio e poi aggiungere i piselli, il sale e mezzo bicchiere d’acqua e ultimare la cottura.

In un’altra padella unta d’olio far cuocere le uova strapazzate con un pizzico di pepe nero e poi ridurle in straccetti utilizzando i rebbi di una forchetta.

Portare l’acqua  salata ad ebollizione e cuocervi il riso lasciandolo leggermente al dente. Scolare il riso e e sciacquarlo con acqua fredda per lavare via l’amido.

In una casseruola molto grande unta d’olio far saltare i dadini di prosciutto cotto e in seguito aggiungere tutti gli altri ingredienti e un filo d’olio e cuocere a fiamma bassa per pochi minuti.

Far intiepidire, servire e buon appetito!

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Crostata con le Mele

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Ingredienti:

300 gr di farina

150 gr di zucchero

2 uova e un tuorlo

150 gr di burro

1 limone grattugiato

Per farcire: 2 mele

Marmellata di pere

Cannella

zucchero di canna

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Procedimento:

Disporre la farina a fontana e versarvi all’interno lo zucchero, le uova e il burro tagliato a tocchetti e la scorza del limone grattugiato.

Impastare il tutto molto velocemente, formare una palla di impasto, coprirla con della pellicola trasparente e riporla in frigorifero per circa mezz’ora. Foderare una teglia per crostata con la carta da forno e stendervi sopra la frolla in uno strato uniforme.

Formare dei bordi alti con l’impasto e bucherellare la superficie della frolla con i rebbi di una forchetta.

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Stendere la marmellata o la confettura sull’ impasto mischiata ad un pizzico di cannella e disporvi all’interno le mele tagliate a spicchi.

Spolverare con zucchero di canna e infornare a 180 gradi fino a terminare la cottura.

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Croce e delizia dei Fiori d’Arancio.

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Come organizzare un matrimonio perfetto senza diventare una strega.

“ Un buon matrimonio è quello in cui ciascuno dei due nomina l’altro custode della sua solitudine”.

Rainer maria Rilke

In questi mesi estivi mi è capitato spesso che amici e conoscenti mi chiedessero consigli per l’organizzazione del proprio matrimonio. I tempi di crisi che stiamo vivendo rendono sempre più difficile il ricorso ad un event planner e molti sono costretti ad improvvisarsi con risultati a volte catastrofici e altri sorprendentemente ottimi!

Ad ogni modo per chi è sentimentale come me il matrimonio è sempre un evento piacevole e romantico ma purtroppo fra i vostri parenti e conoscenti si potrebbe nascondere un tipo di invitato infido pronto a criticare ogni scelta degli sposi e a categorizzarla come non consona, poco opportuna, demodè, piccolo borghese e chi più ne ha più ne metta!

Ecco vi informo che questo stile “Old Uncle” è sempre in voga e l’unica tattica valida per arginare il veleno di questa persona è non invitarla oppure lasciarla parlare al vento…prima o poi si stancherà.

La prima questione da definire quando si decide di organizzare un matrimonio è, come è ovvio, la questione relativa al Budget disponibile.

Bisognerà poi chiedere molti preventivi diversi per ogni servizio e assicurarsi di scegliere la combinazione che permetta l’acquisto di tutto quanto sia necessario per la buona riuscita dell’evento e che garantisca anche qualità, sobrietà ed eleganza.

Le parole d’ordine saranno sobrietà, originalità ed eleganza.

Sobrietà è una delle più importanti perché il matrimonio è pur sempre una cerimonia solenne ed è importante che la sacralità del giorno non sia pregiudicata da inutili e volgari ostentazioni di posizione sociale.

Originalità perché ogni matrimonio per essere speciale deve rispecchiare la personalità degli sposi e il loro gusto altrimenti ci troveremmo a partecipare a noiosi ricevimenti replicati in serie senza alcuna occasione di farci sorprendere dall’organizzazione.

L’eleganza, poi, com’è ovvio è imprescindibile in qualunque contesto.

Generalmente sarà il gusto della sposa a dominare l’evento, del resto è lei che sogna sin da bambina questo magico giorno e spesso gli uomini si disinteressano dell’organizzazione  lasciando alle proprie spose carta bianca  ma qualora lo sposo dimostri interesse all’organizzazione dell’evento le decisioni dovranno essere condivise…. In tal caso allenatevi a fare gli occhi dolci e a imbronciarvi teneramente 😉

Non permettete a nessun’altro di fare scelte al posto vostro…è il vostro giorno ed è importante che sia per voi indimenticabile!

La prima domanda da porsi sarà anche la più semplice:”Matrimonio in chiesa, in comune, concordatario o altro?”Poi una volta definita la data e consegnati i documenti necessari potrà partire la vera e propria fase dei preparativi.

La data, infatti, è importante per la scelta degli abiti, della location, dei fiori e di tanti altri dettagli significativi fra i quali il tema del matrimonio.

Ogni matrimonio, infatti, potrà avere un tema o più semplicemente essere costruito attorno ad un colore e ad un’idea generale dell’evento come ad esempio: Matrimonio Country, Matrimonio Shabby Chic, Matrimonio elegance, matrimonio d’autunno e via dicendo. Un matrimonio shabby chic potrà , ad esempio svolgersi all’aperto in un prato verde all’inglese  con tavoli rotondi e tovagliato bianco e fiori color glicine o rose ocean song o purple Haze e lisianthus bianchi. Io personalmente preferisco e trovo più elegante questa seconda soluzione a meno che il tema sia romanticamente legato alla storia personale degli sposi.

Per la scelta dei fiori risparmierete e non faticherete a trovare le quantità adeguate se terrete conto del vincolo di stagionalità e per questo è sempre meglio farsi consigliare dal vostro fioraio di fiducia.

Il colore dei fiori andrà rispettato anche per i fiocchi, il colore di stampa delle partecipazioni e del menu, il tablò etc. etc.

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Negli ultimi tempi è molto di moda, nonché molto elegante, l’utilizzo di soli fiori bianchi abbinati ad edera e fiocchi  di raso verde.

  • La lista degli invitati

La lista degli invitati deve essere compilata dagli sposi e contenere gli indirizzi ai quali dovranno essere poi spedite le partecipazioni.

Quest’ultima una volta che avrà assunto la sua stesura definitiva vi darà un’idea di massima del numero di partecipanti.

Ovviamente, come sempre succede, non tutti accetteranno l’invito.

Una lista a parte dovrà essere, invece, compilata per quanti riceveranno la sola partecipazione senza invito al ricevimento o alla cerimonia.

  • Le partecipazioni

La prima raccomandazione che mi sento di farvi è quella di non lasciarvi tentare da partecipazioni spiritose e innovative ma di puntare sulla semplicità offerta dalla tradizione e di stamparle sempre nel colore scelto per il matrimonio su cartoncino di buona grammatura bianco o color avorio. Il cartoncino rigato è il più elegante per questo genere di inviti.

Un tempo la formula di partecipazione richiedeva che fossero i genitori a partecipare il matrimonio dei propri figli ma ai tempi d’oggi gli sposi non sono sempre giovanissimi e risulta così sempre più appropriata la formula in cui saranno gli stessi sposi ad annunciare il proprio matrimonio.

A sinistra vi sarà il nome dello sposo seguita a destra dal nome della sposa sotto, in posizione centrale, vi sarà scritto partecipano il loro matrimonio che sarà celebrato…..nella basilica/ chiesa di…..poi la data e l’ora.

Sarà opportuno chiedere conferma della partecipazione degli ospiti e si potrà optare per la formula R.S.V.P( répondez, s’il vous plait) oppure per l’italianissima: “gradita conferma”. Pertanto oltre agli attuali indirizzi degli sposi e all’indirizzo della futura e comune residenza si potranno aggiungere anche i numeri di telefono. All’interno della partecipazione potrà essere presente o meno il cartoncino di invito al ricevimento.

Le buste dovranno essere compilate manualmente (con una penna del colore del matrimonio) in corsivo con una bella grafia.

Possibilmente le partecipazioni dovranno arrivare a casa degli invitati almeno un mese prima della data della cerimonia a meno che non abbiate in mente di organizzare un matrimonio lampo… forse sono i più romantici!

Per quanto riguarda la lista nozze è molto in uso mettere all’interno della busta della partecipazione anche i bigliettini del negozio o dell’agenzia prescelta e forse questa è la soluzione migliore per evitare l’imbarazzo agli ospiti di dover chiamare gli sposi o i loro prossimi parenti per chiedere se esiste una lista.partecipazioni

  • La Lista nozze

Anticamente la lista nozze era vista con sospetto e diffidenza come una novità un po’ ineducata e insolente.

Oggi, invece, è socialmente accettata e in alcuni casi si spera che esista per poter in questo modo fare un regalo utile e in accordo con il gusto e le esigenze degli sposi e togliersi dall’imbarazzo della scelta.

Molto in voga anche la lista nozze presso agenzie di viaggio mentre decisamente out e di cattivo gusto inserire nell’invito il proprio conto corrente per il versamento…il conto corrente sarà fornito soltanto su richiesta se l’invitato sceglierà di fare questo dono ritenendolo, ad esempio, utile alla giovane coppia per la futura vita insieme.

Nel compilare la lista nozze bisogna tener, sempre, presente che non tutti hanno le stesse disponibilità e si dovrà, dunque, prevedere nella lista regali per tutte le tasche sempre ricordando che il regalo è un gesto affettuoso nei confronti degli sposi che non deve mai arrecare imbarazzo al donante.

Se pensate di inserire il bigliettino del negozio o dell’agenzia nella partecipazione, è ovvio che prima di spedirle, una tappa obbligata sarà fare la lista.

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  • L’abito della Sposa.

Per quanto riguarda l’abito da sposa, la tradizione impone di sceglierlo con la propria madre e le proprie testimoni donne. L’abito dovrà essere sobrio ed elegante ed esaltare la figura della sposa. Ognuna ha in mente l’abito dei propri sogni e tende ad escludere la possibilità di provare abiti diversi. Niente di più sbagliato! È necessario provare vari modelli e stili di abito per poterne valutare la vestibilità. Esiste un abito per ogni sposa e una sposa per ogni abito! L’abito, inoltre, andrà abbinato a scarpe, acconciatura e accessori oltre che alla location dell’ evento.

Una cerimonia in stile shabby, ad esempio, si abbina bene ad un abito bianco candido o rosa antico, semplice e morbido e non, certamente, ad un abito di pizzo e Swarovski. Le scarpe dovranno essere comode e stabili perché sarebbe davvero poco elegante l’incedere traballante di una sposa visibilmente a disagio.

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Per le cerimonia che si svolgono di mattina inoltre sarà sempre consigliabile un tacco medio. La biancheria dovrà essere comoda, pratica e soprattutto invisibile! È tradizione che la sposa porti la giarrettiera con un fiocco blu.

La tradizione popolare, infatti, tramanda che la sposa debba avere: “Qualcosa di prestato,qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo e qualcosa di blu”.

  • L’abito dello sposo

L’abito dello sposo dipenderà dal tono della cerimonia. Se la cerimonia prevede damigelle, corteo, e ristorante elegantissimo allora lo sposo potrà anche indossare il tight e in questo caso il tight andrà indossato anche dai due padri e dai testimoni. Diversamente lo sposo potrà indossare un completo grigio ferro liscio o rigato da righine sottili in tinta, con camicia bianca, cravatta sobria in tinta unita, scarpe nere eleganti e il fiore all’occhiello che riprende i fiori scelti per la cerimonia. La regola aurea sarà quella di non indossare mai lo smoking o completi spezzati.

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  • Il truccatore, l’estetista e il parrucchiere.

Il truccatore, l’estetista e il parrucchiere sono coloro che si occuperanno della bellezza della sposa. Dovranno essere contattati con anticipo per poter così  prevedere delle sedute di prova per il trucco e l’acconciatura oltre che dei trattamenti estetici per preparasi al gran giorno.

Prima però di recarsi da questi specialisti della bellezza bisognerà aver già scelto l’abito in quanto tutto dovrà risultare armonico e appropriato. Morbide trecce  adornate con fiori freschi, ad esempio, risulteranno perfette per lo stile country o shabby ma inappropriate per lo stile più impegnativo di un abito di pizzo e swarowski. Il trucco da sposa ,invece, dovrà essere un trucco fotografico leggero che valorizza senza colorare, magari nelle tonalità naturali del marrone e del beige.

Per oggi è tutto! In futuro potremmo parlare di altri aspetti dell’organizzazione come ad esempio gli stili di servizio, la mise en place etc.etc.

A presto!

Degusti-amo capitolo 2: Esperienza Virtuale in Sala di Degustazione

Pareti bianche, ambiente illuminato, tovagliato bianco ottico, totale assenza di profumi o odori nell’ambiente, silenzio. Ecco che abbiamo ricreato virtualmente l’ambiente adatto alla degustazione. Luce per cogliere le  sfumature di colore, per valutare l’eventuale perlage, per apprezzare le cosiddette “ lacrime”e per verificare la presenza o meno di sedimenti. Tovagliato bianco per non ingannare la percezione del colore e magari un giornale poggiato sul tavolo per verificare se possiamo leggere attraverso il bicchiere e valutare la limpidezza. Assenza di odori e profumi per concentrarci su quelli presenti nel vino. Silenzio per favorire la concentrazione. Avete immaginato questa stanza? Bene. Ora se non avete messo il profumo stamattina, se avete la giusta concentrazione e non avete fumato, bevuto caffè, mangiato caramelle alla menta, alla liquirizia o comunque balsamiche o alimenti che possono alterare la vostra percezione sensoriale (ad esempio aglio o cipolla) e se non siete raffreddati potete entrare. In tutti gli altri casi ho appeso fuori un cartello con la vostra faccia con sopra una croce e con scritto sotto: “ io qui non posso entrare”. Ora coloro che soddisfano le condizioni di ingresso entrino con me e si accomodino nei lunghi banchi uno accanto all’altro. Guardatevi intorno. Siete in un laboratorio chimico? Avete intorno apparecchi sofisticati e macchinari vari? No, niente di tutto ciò! Come farete allora ad analizzare il vino? Certo non potrete fare un analisi chimico- strumentale. Qui oggi ci si potrà servire soltanto dei propri sensi e l’unico vostro alleato sarà il bicchiere standard da degustazione. Chiameremo questa esperienza analisi organolettica.

Prendo un bicchiere in mano con un vino bianco giovane, inizio a descriverlo ma noto il vostro sguardo scettico! Avete la faccia di chi pensa che mi stia inventando tutto!!! Niente di più falso….ma come posso convincervi che è tutto vero? Ok, organizzo un fuori programma…. Vi consegno una zolletta di zucchero e vi chiedo di assaggiarla. Com’è? Tutti risponderete dolce. Perfetto! Questo è un dato “oggettivo”. Ciò vuol dire che con i nostri sensi riusciamo a stabilire un dato condivisibile. Con il vino accade la stessa cosa! C’è solo bisogno di un po’ più di allenamento!

Sotto il tavolo troverete una valigetta per ogni partecipante, estraete da questa tre bicchieri e metteteli in fila sul tavolo. Come potete osservare si tratta di calici da degustazione, il vetro è trasparente, annusandoli vi renderete conto che sono privi di odori anche perché sono stati lavati con acqua calda e senza altri prodotti. L’utilizzo di detersivi potrebbe, infatti, falsare la degustazione facendo scivolare il vino troppo velocemente sulle pareti del bicchiere e inibendo l’eventuale sviluppo del perlage.  Osservateli bene: Sono privi di residui di “pelucchi” perché sono stati asciugati con il lino. La loro foggia è panciuta e si restringono verso l’alto per far confluire tutti gli aromi verso il naso. Oggi questo pratico bicchiere ha sostituito il tastevin che è rimasto un oggetto simbolo dell’A.I.S. e parte della divisa ma che un tempo era utilizzato per l’assaggio del vino. Il tastevin (letteralmente assaggia-vino) è un oggetto curioso  di forma rotondeggiante in argento o silver plated dotato di un piccolo manico e di un incavo con la funzione di tazza di assaggio. All’interno dell’incavo ovvero sul fondo della “ tazza” vi sono una bolla per stabilire il livello massimo di vino da versare nella “ tazza”, 8 incavi rotondeggianti (per valutare i vini rossi),  17 o 18 nervature incavate per la valutazione dei vini bianchi e 14 perline in rilievo con la funzione di arieggiare il vino.

Ora prendete i calici in mano. Chiunque abbia preso il bicchiere dal “calice” e non dallo stelo o dalla base esca subito dall’aula o corregga la posizione delle mani senza farsi notare! Lo stelo esiste anche per evitare che l’odore o il profumo eventualmente presente sulla pelle delle mani interferisca con la degustazione oltre che per favorire la roteazione del bicchiere! Questo è ciò che è successo, anche se un po’ romanzato ovviamente, alla mia prima lezione di degustazione ed è ciò che succede grossomodo ad ogni prima lezione di degustazione di un master o di un corso che abbia ad oggetto il vino! Ovviamente nessuno vi metterà fuori un cartello con la vostra faccia e una croce sopra come ho fatto io con voi ma sicuramente vi saranno date queste istruzioni per le degustazioni successive. Vi consiglio, se non avete mai fatto un corso di degustazione e vi interessa l’argomento di vivere questa esperienza personalmente perché la prima degustazione è un evento unico, curioso, intenso ed è ancora più curioso e interessante scoprire i segreti e i riti del vino, la sua storia, le sue tradizioni e peculiarità attraverso un corso completo! La prima degustazione sarebbe preferibile che avvenisse alla cieca in modo da non farsi influenzare dalla notorietà o meno della bottiglia.

Un corso, inoltre, potrà aiutarvi  ad imparare a gustare il vino in modo pieno e vi servirà  a parlare la stessa lingua per parlare di vino. Avere un linguaggio condiviso aiuta a descrivere un vino e ciò a maggior ragione se si vorrà raggiungere un metodo con un altro grado di oggettività. Io ho avuto occasione con il master in prima battuta e poi con un corso di conoscere il linguaggio dell’A.I.S.  e devo dire che si presta in maniera più che efficace a questo scopo e consta di ben 116 termini ma non preoccupatevi con la pratica e un po’ di metodo ricordarli non sarà difficile.  Io per oggi mi fermo qui ma vi prometto che in questo blog,  farò comunque ciò che è in mio potere per trasmettervi  in futuro qualche conoscenza in più sul vino che poi potrete sempre approfondire con l’esperienza personale e magari  con qualche corso.