Il Paradiso dei Fenicotteri Rosa

368

Non lontano dall’agglomerato urbano e quasi imprigionato e circondato dal suo tempo, dalle sue dinamiche e dal suo spazio vi è un altro tempo e un altro spazio che cerca di imporsi. Vi è un parco naturale che comprende spazi verdi, una laguna percorsa da strisce di sabbia e le saline. Un luogo dove tutto rallenta, dove la vista spazia e si inizia a guardare piuttosto che a vedere, dove la natura è ancora la padrona di casa incontrastata con le sue leggi sagge e i suoi sapienti riti, dove si assiste ancora ai cerimoniali di corteggiamento e accoppiamento degli uccelli, alle guerre in difesa dei piccoli, alla romantica e partecipata costruzione del nido, alla lunga e paziente ricerca di cibo da parte delle diverse specie, dove le canne, i giunchi e le tife nascondono segreti. Una zona umida abitata da ben 180 specie di uccelli fra cui: Falchi di palude, fenicotteri, cavalieri d’Italia, alzavole, cormorani, polli sultani, garzette, fratini, aironi, moriglioni, volpoche, folaghe , avocette e tanti altri ancora.

576

213

Questo luogo ha un nome antico ed evocativo: “Parco di Molentargius” e prende il nome dall’ omonimo stagno letteralmente traducibile come: “Stagno di proprietà dei giudatori d’asini”. Gli asini, infatti, cosiddetti “molenti” per lungo tempo ne hanno caratterizzato gli scenari in quanto impiegati nella raccolta del sale.

Molentargis rappresentò, per lungo tempo, il centro dell’economia cittadina. Fin dall’ antichità  le saline costituirono l’oro bianco cittadino. Il sale serviva per dare sapore a tutti i cibi ed era anche un ottimo conservante e la sua iniziale rarità gli conferiva alto valore di mercato. Anche i Pisani allorquando distrussero  l’antica città di Santa Igia e costruirono il “Castello” si preoccuparono subito di sottrarre le Saline ai Vittorini di Marsiglia perché il sale era ricchezza, era una risorsa preziosa, rappresentava un bene di lusso da commerciare con l’esterno.

Come spesso capita, purtroppo, le piramidi di sale erano risorsa e ricchezza per pochi e sangue e fatica di molti. Gli abitanti di Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato e Pirri furono obbligati per lungo tempo, a tralasciare la mietitura dei loro terreni e a recarsi al lavoro in salina. Il 1767 vede per la prima volta impiegati  insieme ai contadini, in questa operazione fra zanzare, malaria e fame, i carcerati piemontesi che eseguivano qui le loro lunghe ed estenuanti ore di lavoro forzato e vede il loro primo tentativo di fuga dalla casa delle Salinette. Le orme di questo passato con i piedi nel sale, sono ancora vive e presenti nella memoria popolare di questi luoghi ma sono oggi confortate dallo splendido scenario naturale che si apre alla vista: Un paradiso che esplode in mezzo al cemento! 602

Ed oggi sono qui, con la mia reflex e una maglietta verde nell’intento di mimetizzarmi con l’ambiente e regalarvi qualche scatto anche senza l’obiettivo giusto!  Non mi sono addentrata nel parco, con i suoi percorsi guidati e le sue passeggiate a piedi, in bici o in battello, bensì ho optato per una passeggiata a pochi passi da casa per vedere i fenicotteri rosa…è sorprendente notare come si siano abituati a muoversi anche in ambito cittadino evitando pali della luce durante il volo e non facendosi spaventare dalle macchine che corrono veloci mentre loro pescano con il becco ricurvo sotto la superficie dell’acqua e ancora più giù, incuranti dei rumori provenienti dalla strada!

313

255

Vederli così fuori contesto colpisce subito l’osservatore! È davvero un singolare spettacolo! I fenicotteri rosa sono ormai diventati uno dei simboli della Sardegna e i sardi li chiamano in vari modi di cui il più noto è l’oristanese: “genti arrubia” che significa gente rossa.

Questo nome si riferisce ovviamente al colore assunto dal piumaggio e ricorda anche l’origine del nome straniero flamingo o della stessa parola fenicottero che significa “dalle ali rosse” e deriva  a sua volta dalla parola greca: “Phoinikòpteros”.

A Cagliari, invece il fenicottero viene detto: “Mangoni” ovvero “ Zappatore” e si riferisce al modo utilizzato da questo uccello per procacciarsi il cibo ovvero trivellando e setacciando il fango con il suo becco appuntito alla ricerca per lo più di piccoli molluschi e piccoli crostacei. Un piccolo crostaceo di cui sono ghiotti è l’artemia salina, ricco di pigmento rosso che gli conferisce la colorazione caratteristica.

Dal punto in cui mi trovo posso scorgere tante diverse sfumature che affiorano dall’acqua che vanno dal bruno al bianco, dal bianco al rosa e dal rosa al rosso! Davvero uno spettacolo!114

160

Li guardo affascinata come l’uomo del quadro di Caspar David Friedrich “ Viandante su mare di nebbia” che viene catturato dalla natura in uno stato assorto e contemplativo e mi soffermo a pensare al loro spirito avventuroso e da viaggiatori!

Ho letto da qualche parte che partono dalla Camargue in Francia diretti verso il nord- Africa e che fanno tappa qui da noi in Sardegna sulle rotte che gli sono state tramandate e insegnate nelle loro prime esperienze di volo! L’esperienza ha insegnato loro ad evitare ostacoli pericolosi come pali e tralicci dell’alta tensione (che per fortuna sono stati eliminati nelle aree del parco), pericoli che si sono sostituiti a più antichi pericoli primo fra tutti la caccia che era assai frequente ai tempi degli antichi romani che si dice fossero ghiotti delle loro carni e delle loro lingue che accompagnavano con salse speziate. L’imperatore conosciuto come Eliogabalo, ad esempio, aveva addirittura allestito un corpo di caccia specializzato!

188

Tanto tempo fa era possibile vederli volare in stormo anche lontano dalle zone umide sopra il centro storico cittadino. Il Generale Alberto Lamarmora ebbe, ad esempio, occasione durante una passeggiata al bastione di vederli volare nel cielo cittadino e li definì: “Una piccola Armata in ordine di battaglia”. Anche l’opera di Grazia Deledda parla dei fenicotteri come prerogativa dei cieli cagliaritani. Un suo personaggio in visita a Cagliari li descriverà come: “Uccelli mai veduti, con le ali iridate, si sollevano dallo stagno, come sgorgassero dall’acqua, e disegnarono sul cielo una specie di arcobaleno: forse un miraggio… a lei parve lieto auspicio“.

185

061

Annunci

Un pensiero su “Il Paradiso dei Fenicotteri Rosa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...