Chiesa e chiostro di San Domenico e dintorni

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Ci sono luoghi che frequenti fin da bambino e sui quali non ti sei mai soffermato ad esprimere un giudizio perché la familiarità di quegli spazi ti ha privato del gusto della scoperta e l’esperienza ha preso il posto della prima impressione. A me è successo esattamente così per la cosiddetta” cripta di san Domenico. Sin da bambina ho avuto modo di frequentare la cripta in occasione dei concerti di mio zio Riccardo. La musica, gli strumenti, gli abiti eleganti, zio Riccardo che suona il piano o dirige l’orchestra e mio nonno seduto orgogliosamente in prima fila erano sicuramente per una piccola nipotina più interessanti del contesto circostante. Nel tempo la cripta era così divenuta un luogo carico di ricordi ma neutro dal punto di vista architettonico. Non mi ero mai  nemmeno interrogata sulla sua storia o sulla sua valenza artistica. L’unica storia che conoscevo era legata ai miei preziosissimi ricordi familiari.

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Qualche giorno fa i miei occhi si sono aperti per la prima volta e ho scoperto la “cripta” di San Domenico. Il cambio di prospettiva  mi è stato offerto in occasione di una visita guidata svolta all’interno del  piano di studi del Corso Turistico che sto frequentando.

Come è mia abitudine sono arrivata con un anticipo di mezz’ora e mi sono soffermata a fare qualche foto del quartiere Villanova che ospita la chiesa. Villanova  è  uno dei quattro quartieri storici di Cagliari in cui anticamente risiedevano gli artigiani, i contadini e i mercanti. Ancora oggi è un quartiere molto vivo con tante botteghe situate per lo più nelle viuzze interne alla più centrale via Garibaldi e  grossi negozi e bar situati nella più trafficata via Sonnino. 037Villanova, inoltre, è quartiere con  molte chiese e qualche ristorante pizzeria. Questo quartiere ospita, inoltre, i giardini pubblici, spettacolari giardini molto frequentati da grandi e piccini. Davanti alla chiesa di San Domenico vi è una piazzetta  molto carina e caratteristica omonima della chiesa circondata da palazzine e casine colorate.032

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Per “fare orario” ho fatto una passeggiata in via Garibaldi per guardare le vetrine, mi sono seduta al caffè all’angolo con la piazzetta per bere un “caffè al ginseng” , ho fatto qualche foto e poi vinta dalla stanchezza mi sono seduta sulla panchina ed è proprio in quel momento che ha avuto inizio la mia scoperta! Nascosta dietro l’obiettivo della mia reflex  ho iniziato a studiare la facciata e a leggere le informazioni all’ingresso. La chiesa e il convento, inizialmente interamente  in stile gotico-catalano appartenevano ai domenicani  ed erano state fondate nel 1254. Molto probabilmente i  Domenicani avevano deciso di stabilirsi in quel quartiere che ai tempi era ancora periferico per aver maggior raccoglimento nello studio dei testi Sacri nell’intento di combattere il dilagare dell’eresia e riportare ordine nelle verità di fede. Nel 1493 vi era stato istituito il tribunale dell’inquisizione…..proprio quando mi accingevo a leggere il resto del “cartello per turisti”sono arrivate le mie colleghe e la nostra guida. Inizia così sulla porta del chiostro il nostro suggestivo tour e subito scopro che il nome cripta seppur ormai facente parte della cultura popolare non è adatto a questo luogo. Ciò che oggi chiamiamo cripta non ha, infatti, mai avuto la funzione precipua della cripta Si tratta di ciò che rimane della vecchia chiesa che è stata in parte distrutta dai bombardamenti del ’43. I lavori di restauro fra il ‘52 e il ‘54 hanno fatto in modo che il pavimento della nuova chiesa poggiasse in parte sulla vecchia rendendola così simile ad una cripta.

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Ciò che mi è piaciuto maggiormente è il chiostro. Il chiostro ha due bracci con arcate costolate a tutto sesto molto ricche e chiuse con una gemma pendula come chiave di volta che la guida ci ha assicurato essere fra le più belle coperture gotiche del mediterraneo!

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Pur non essendo un’esperta d’arte effettivamente mi sono resa conto della finezza del decoro e della differenza fra la copertura di questi due bracci e dei rimanenti che hanno uno stile completamente diverso. Questi ultimi sono del 500 e si  narra che fu Filippo di Spagna a finanziarli.

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Al di là della descrizione  di questo luogo dal punto di vista artistico mi sono nutrita delle suggestioni derivatemi dal racconto. Ho immaginato prima un ordine che viveva in povertà dedito al solo studio dei testi sacri nell’isolamento fornito dalle mura del convento, poi  il tribunale dell’inquisizione. Quante ansie e paure fra quelle mura! Quante speranze! Quante, purtroppo,vane proclamazioni di innocenza!

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Ho lasciato questo luogo ripromettendomi la lettura di un libro di Tomasino Pinna dal titolo: Storia di una strega. L’inquisizione in Sardegna. Il processo di Julia Carta, Sassari 2000 e  con un’idea gastronomica fortemente identitaria per il mio prosieguo di giornata: “Il pane di Pasqua come centrotavola” ed eccolo qui.

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2 pensieri su “Chiesa e chiostro di San Domenico e dintorni

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