Taralli Pugliesi.

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I tarallini mi ricordano il viaggio di nozze e precisamente il volo aereo!!! Ci sono stati offerti in bustina nel viaggio da  Roma a New York! Io avevo paura di affrontare un viaggio aereo così lungo così  ero tesissima e attenta ad ogni rumore sospetto e ad ogni insolita espressione di hostess e steward. Quando però  sono passate le hostess con il carrellino e ci hanno offerto i tarallini mi sono rilassata! Mi sono detta: ” se mi offrono taralli è perchè non c’è nulla di cui preoccuparsi e che sta andando tutto bene altrimenti non credo che si preoccuperebbero del mio appetito” e per fortuna tutto è finito appunto: a Tarallucci e vino!!!  E tanto è famoso il detto quanto il prodotto tanto da essere scelto come tipico snack Italiano dalle compagnie aeree!

Il nome, molto probabilmente, deriva dal greco ” daratos” che significa ” sorta di pane”. I taralli, infatti, per lungo tempo hanno trovato posto sulle tavole Italiane come sostituti del pane anche grazie alla loro preparazione che si serve di ingredienti semplici quali: farina, vino bianco , olio e sale. Oggi generalmente sono impiegati per arricchire l’ora dell’aperitivo e come snack. I taralli possono essere arricchiti con semi di finocchio, peperoncino, semini di papavero etc. Io oggi proporrò la versione non aromatizzata in modo che in base alle preferenze ognuno potrà arricchirli a piacere! Buon appetito!

Ingredienti:

Farina  500 gr

olio evo 130 gr

Vino bianco 220 ml

Sale circa 10 gr

Procedimento:

Prendere un contenitore capiente e versarci all’interno la farina mischiata con il sale: Praticare una piccola buca al centro e versarvi all’interno il vino bianco e per ultimo l’olio extravergine di oliva. Infarinare la spianatoia e battere il panetto più volte lavorandolo con le mani e  impastandolo velocemente senza ” strappare l’impasto”fino a quando non diventerà omogeneo. Mettere il panetto in luogo fresco e lasciarlo riposare per circa mezz’ora coperto dalla pellicola trasparente per alimenti. Prendiamo l’impasto e sulla spianatoia infarinata formiamo delle striscioline  lunghe circa 8 cm  e con un diametro di circa 1 cm. A questo punto sovrapporre le due estremità per formare la tipica forma ad anello o a cappio. Ora la tradizione vuole che prima di essere messi in forno i taralli vengano bolliti pochi per volta in acqua salata fino a quando non salgono a galla. Una volta scolati con l’aiuto di  una schiumarola disporli su un canovaccio per assorbire l’acqua e in seguito infornarli in una teglia, foderata con carta da forno, a 200 gradi fino a doratura.

Se invece si desidera fare dei taralli al finocchietto o al peperoncino, ad esempio, bisognerà prima impastare il composto e in seguito aggiungere le spezie e i semi impastando nuovamente la pasta prima di far riposare il panetto coperto dalla pellicola in luogo fresco. Ovviamente avremo tanti panetti ” a riposo” quante saranno i tipi di spezie o  di semi che aggiungeremo all’impasto di base.

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