Quiche di Nonna Lucia

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 La Quiche carciofi e piselli è un immancabile e atteso piatto dei pranzi di natale a casa di mia nonna. Pertanto chiamerò questa torta Salata: “quiche di nonna Lucia”. A dire il vero la versione di mia nonna utilizza la pasta sfoglia e precisamente due sfoglie e risulta pertanto una torta coperta. Io ho voluto renderla più veloce e quotidiana in questa nuova veste in pasta brisèe. Buon appetito!

Per la pasta brisèe:

  • 200 gr di farina 0
  • 1 uovo
  • 100 gr di burro
  • 30 gr di acqua
  • 4 gr di sale

per il ripieno:

  • 1 kg di piselli surgelati
  • 10 carciofi
  • limone
  • 200 gr di besciamella
  • olio q.b.
  • Sale q.b.
  • formaggio tipo provola dolce
  • parmigiano grattugiato
  • pane grattugiato
  • tre uova
  • prezzemolo
  • 2 spicchi d’aglio.

Per la besciamella:

  • 60 gr di burro
  • 2 cucchiai colmi di farina
  • mezzo litro di latte
  • un pizzico di noce moscata
  • sale q.b.

Procedimento per la pasta brisèe:

Prendere un contenitore capiente e versarvi all’interno  la farina mischiata con il sale, il burro a piccoli pezzetti e l’uovo e lavorare il composto con le mani. A questo punto il composto risulterà granuloso e si potrà aggiungere l’acqua in piccole dosi sempre continuando a lavorare l’impasto. Fare una palla con l’impasto avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per circa un’ora. Dopo un’ora cospargere la spianatoia di farina e infarinare il mattarello. Stendere la pasta in forma circolare con l’utilizzo di un mattarello. tagliare la carta da forno in forma circolare, bagnarla, strizzarla bene e metterla nella tortiera.

Arrotolare la pasta sul mattarello, srotolarla sulla teglia e rifilarla ai bordi con una rotella .Praticare dei piccoli buchini con la forchetta sulla pasta.

Per la besciamella:

 Mettere il burro con la noce moscata a sciogliere a bagnomaria. Togliere dal fuoco e aggiungere la farina e il sale e girare fino ad ottenere un composto omogeneo, infine aggiungere il latte e rimettere sul fuoco girando continuamente.Spegnere appena il composto assume la giusta consistenza.

Per il ripieno:

 Pulire e tagliare i carciofi in pezzi di media grandezza e metterli a bagno in acqua fredda e limone per almeno mezz’ora e poi lavarli sotto l’ acqua corrente. Nel frattempo mettere una casseruola capiente sul fuoco con l’olio e l’aglio e quando sarà imbiondito mettervi all’interno i carciofi i piselli ancora surgelati, il prezzemolo tritato finemente, sale q.b. e mezzo bicchiere d’acqua.  Far cuocere fino a quanto tutto risulterà morbido e l’acqua risulterà completamente assorbita e evaporata. Mentre i piselli e carciofi si raffreddano, tagliare a pezzetti un quarto di provola e metterla in un contenitore, versarvi le uova, il parmigiano, una tazza da te piena di besciamella e infine i carciofi con i piselli, il pane grattugiato e la besciamella. Spolverare infine la superficie con il pane grattugiato.

Mettere in forno a 200 gradi per circa 30 minuti fino a doratura.

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2 pensieri su “Quiche di Nonna Lucia

  1. Ciao Carla,
    questa quiche di Nonna Lucia sembra buonissima e vorrei proporla ai miei ospiti come accompagnamento ulteriore ad un secondo di carne in occasione di una cena che farò a breve e poichè mi pare di notare che t’intendi anche di vini, potresti consigliarmene uno da abbinare alla tua deliziosa ricetta?
    Anche a me piace tantissimo cucinare, ma riguardo ai vini non so altro se non che con la carne si beve il rosso e con il bianco il pesce :-P.
    Grazie mille!!

    • Ciao Valentina,
      fammi sapere poi come ti trovi con la quiche di nonna Lucia! per quanto riguarda la tua domanda ora ti darò una risposta abbastanza immediata ma mi riservo in futuro di scrivere in maniera più ampia sull’argomento. Mi complimento per la domanda perchè non tutti hanno l’intuizione di capire che cibo e vino devono mescolarsi per donare assieme sensazioni di piacevolezza. Infatti, ad esempio, un vino tannico non potrà o dovrà mai essere abbinato ad un piatto delicato prevalendo sullo stesso ed annullandone il sapore. Ogni preparazione gastronomica crea , infatti, con il vino con il quale è abbinata un unicum esperienziale. un piatto molto salato abbinato con un vino Sapido risulterà pressocchè immangiabile e dovrà piuttosto trovare nel vino un complemento che ne affievolisca la componente sapida. Un vino tannico e ricco di corpo tenderà ad ” uccidere” una sogliola alla mugnaia”. Risulta dunque sempre necessario andare alla ricerca dell’equilibrio.
      Ciò che dici sui vini bianchi e sui vini rossi, invece, seppure venga ancora considerato un orientamento condivisibile subisce comunque delle eccezioni. I criteri maggiormente condivisi in Italia per un buon abbinamento cibo vino sono i criteri elaborati dall’AIS( associazione Italiana Sommelier e sono in genere oggetto delle lezioni del terzo livello dei corsi organizzati dall’AIS stesso) e si basano sul fatto che seppure la combinazione finale fra un determinato cibo e un determinato vino sembrano casuali in realtà sono assai prevedibili in base agli ingredienti utilizzati nelle preparazione e alle caratteristiche che ritroviamo nel vino che intendiamo offrire..Ora senza pretese di completezza ti darò qualche coordinata e un consiglio immediato. I due criteri di base per orientarsi nella scelta di un vino sono: Contrapposizione e concordanza.
      Un cibo può trasmettere varie sensazioni gustative:
      • untuosità ( riscontrabile in cibi oleosi)
      • speziatura ( Presenza di spezie nel piatto: pollo al curry)
      • succulenza ( sensazione tattile che crea ipersalivazione: bistecca di manzo)
      • a tendenza acida ( presenza ad esempio di limone nel piatto)
      • a tendenza dolce (ad esempio pane o piselli o zucca)
      • dolcezza ( torta di mandorle)
      • grassezza ( sensazione tattile data ad esempio da una salsiccia)
      • sapidità ( cibo molto salato)
      • aromaticità( presenza di erbe aromatiche nel piatto)
      • tendenza amarognola( carciofi)
      Non è però tutto così semplice poiché a volte un alimento è cucinato in modo tale da smorzare il suo carattere dominante e dunque deve essere considerato come facente parte di altra categoria. Ad esempio nel nostro caso il carciofo che da crudo risulta essere a tendenza amarognola allorquando viene abbinato con piselli e besciamella perde quel suo carattere per diventare un piatto a tendenza dolce.
      Nell’abbinamento ad esempio un passito di pantelleria viene abbinato con successo ad un dolce a base di mandorle. Ancora, un cibo strutturato come un formaggio stagionato ha bisogno di un vino di corpo, un piatto speziato e aromatico ha bisogno di un vino aromatico etc etc. Nel nostro caso sarà meglio orientarsi verso un vino bianco,secco, fresco, di medio corpo, magari frizzante.

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