Lenticchie delle feste

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Ecco a voi le nostre lenticchie delle feste in famiglia! Generalmente le prepariamo a Capodanno  o a Natale, dunque le dosi sono quelle adatte ad un pranzo con tanti invitati! Io in genere le faccio sempre in queste dosi anche nel quotidiano perché un po’ le tengo pronte nel congelatore per i momenti in cui sono più occupata 😉 lo so che perdono nutrienti etc etc…..ma quando ho poco tempo sono sempre meglio di un panino! 😉 Questa ricetta inoltre potrà servire anche come base per golose minestre e zuppe invernali.

Buon appetito!

Ingredienti:

  • 500 gr di lenticchie rosse nane
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 cipolla rossa
  • 1 cipolla bianca
  • tre cipollotti freschi
  • 12 carote
  • 2 scatole da un kg di pelati
  • peperoncino q.b.
  • olio evo q.b.
  • due  cubetti di dado vegetale possibilmente fatto in casa
  • sedano facoltativo

Procedimento:

Mettere a bagno le lenticchie dal giorno prima. Soffriggere nell’olio le carote, l’aglio e le cipolle (e il sedano se lo gradite).Unire i pelati, il sale e il peperoncino e continuare a far cuocere il tutto.A parte fare un brodo con 700 ml di acqua e i due dadi e unirlo a poco a poco al composto. Passare il tutto con il frullatore ad immersione lasciando però qualche ortaggio a pezzetti.

Scolare le lenticchie e unirle al passato aggiungendo sempre un po’ di brodo man mano che la parte liquida “si consuma”.

Aggiustare  la quantità di sale  e di peperoncino e servire ben calde!

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Torta della Nonna

torta della nonna

Ingredienti

Per la pasta frolla:

  • 600 gr di farina
  • 300 gr di zucchero
  • sei tuorli e due albumi
  • 300 gr di burro
  • la buccia di un limone non trattato chimicamente

Per la crema:

  • 2 uova
  • mezzo litro di latte
  • un cucchiaio di farina
  • due cucchiai di zucchero
  • la scorza di un limone grattugiato non trattato chimicamente.

Per guarnire:

  • pinoli
  • latte
  • zucchero a velo

Procedimento:Creare una montagnetta di farina, zucchero e buccia grattugiata di limone sulla spianatoia e praticarvi una piccola buca al centro in cui versare le uova e il burro in fiocchetti.  Lavorare brevemente l’impasto, avendo cura di non scaldarlo troppo con le mani. Dividere l’impasto in due parti e  formare due sfere di impasto  che verranno involte nella pellicola per alimenti e riposte in frigorifero per circa un’ora.

Procedimento per la crema :

Nel frattempo prepariamo la crema frullando lo zucchero con le uova e la farina e incorporando il latte molto lentamente facendo attenzione che non si formino dei grumi. In seguito, cuocere a fuoco basso girando continuamente il composto finché  si otterrà la consistenza desiderata e non necessariamente fino all’ebollizione. Lasciar raffreddare con un velo di pellicola a contatto con la superficie esposta della crema per evitare che quest’ultima solidifichi.

Togliere dal frigo l’impasto precedentemente preparato.

Mettere della carta da forno bagnata e  ben strizzata all’interno di una teglia e stendervi sopra con le mani la prima sfera di pastafrolla tenendola alta sui bordi. Bucherellare la pasta frolla con una forchetta e farcire con la crema livellandola con una spatola. Stendere su una spianatoia infarinata la seconda sfera di pastafrolla, bucherellarla con l’aiuto di una forchetta e disporla sulla tortiera sopra l’altra pasta frolla con la crema e ripiegare il bordi della pastafrolla inferiore su quella superiore. Spennellare la superficie con il latte per farvi meglio aderire i pinoli. Infornare in forno preriscaldato a 80 gradi e far cuocere fino a doratura. Aspettare che si raffreddi , sformarla e spolverarla con abbondante zucchero a velo.

Risotto Arancia e Salsiccia

073_1Ingredienti per due persone: 

  • Una tazza da colazione colma di riso basmati
  • olio q.b.
  • pepe q.b.
  • 300 gr salsiccia aromatizzata all’anice privata del budello e ridotta in pasta
  • il succo di tre arance grandi
  • un bicchiere d’acqua
  • un dado vegetale
  • sale q.b.
  • mezza cipolla bianca
  • un ricciolo di burro

Procedimento:

Tritare finemente la cipolla e metterla in una casseruola con l’olio e la salsiccia. Quando la cipolla sarà dorata e la carne sarà a metà cottura aggiungere il riso e farlo tostare. In seguito aggiungere il succo di arancia, il brodo ottenuto dall’acqua e dal dado e il pepe nero. Ultimare la cottura del riso aggiungendo succo d’arancia e acqua (in parti uguali) se necessario e mantecare con il burro prima di servire.

Tagliatelle fiori di zucca, mandorle, zucchine e robiola

zucchine, fiori di zucca, pepe nero

Ingredienti per due porzioni abbondanti:

150 gr di tagliatelle all’uovo

8 fiori di zucca

4 zucchine piccole

1 porro

100 gr di robiola

mandorle

Procedimento:

Lavare e mondare il porro e tagliare le zucchine a pezzetti molto piccoli. Mettere le zucchine e il  porro in una casseruola con olio e far cuocere fin quando le zucchine si saranno ammorbidite e poi aggiungere i fiori tagliati in pezzetti e farli cuocere fino a farli appassire. Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata e a metà cottura prelevare due cucchiai dell’acqua di cottura che andranno mischiati con la robiola per formare una crema.Unire la crema alle zucchine, fiori e porri cotti precedentemente e amalgamarli. Scolare le tagliatelle, condirle con il composto appena preparato e guarnire con mandorle e pepe nero macinato.

Spaghettoni alla chitarra con bottarga e zucchine.

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Oggi propongo un piatto ispirato alle mie origini Sardo-Abruzzesi. Gli spaghetti alla chitarra sono,infatti, un classico della cucina Abruzzese mentre la bottarga di muggine è un prodotto  tipico Sardo!

Nella lingua sarda la bottarga viene chiamata Buttariga.L’origine della bottarga pare risalire all’epoca fenicia, ma il termine deriva dall’arabo batārikh e significherebbe uova di pesce salate.  La bottarga consiste, infatti, in uova salate compresse e fatte essiccare.Esiste di tonno o di muggine.La prima ha un sapore più deciso mentre la seconda è più delicata.Oggi io userò la bottarga di muggine grattugiata prodotta con le uova del mugil cephalus,  che si presenta  come una polvere ambrata dal profumo intenso e porta con se il suggestivo sapore del mare di Sardegna. La bottarga racconta al palato, la storia della pesca e di antichi saperi che ne guidano la preparazione. Il cosiddetto “maccarune” alla chitarra, invece, ha origine in una regione bagnata da un’altro mare a me tanto cara perché diede i natali a mia madre e perché legati a quei luoghi ho tanti ricordi di quand’ero bambina non solo dei posti meravigliosi ma anche della frequentata cucina della Zia Igea. La pasta alla chitarra prende il nome da un’apposito attrezzo, la chitarra appunto, che serve a conferire sezione quadrata e consistenza porosa allo spaghetto.La ricetta prevede l’impiego di semola di grano duro, uova e sale che vengono impastati lungamente e poi stesi col mattarello sulla chitarra per ricavarne il tipico spaghetto squadrato.

Ingredienti per due porzioni abbondanti:

150 grammi di pasta alla chitarra Abruzzese

2 zucchine abbastanza grandi

bottarga  di muggine grattugiata

olio evo q.b.

sale q.b.

pepe nero

uno spicchio d’aglio se gradito

Procedimento:

Tagliare le zucchine a piccoli pezzetti e tritare l’aglio.Mettere in una casseruola olio, zucchine, aglio e pepe nero e far cuocere fino ad ultimare la cottura delle zucchine.Far cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolare la pasta e far saltare in padella con il condimento di zucchine, olio aglio e pepe. Impiattare e spolverare con la bottarga grattugiata.

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Crema vegan alla banana

crema di banana vegana

La crema alla banana aromatizzata alle mandorle è una crema facile e veloce che potrà anche essere servita come merenda ai bambini poiché sana e priva di grassi oppure impiegata con successo nella preparazione  e farcitura di dolci e torte.

Ingredienti:

  • 1 banana
  • 2 cucchiaini colmi di zucchero di canna integrale
  • 2 cucchiai colmi di farina
  • mezzo litro di latte di mandorla

Procedimento:

Sbucciare e tagliare in 5 pezzi la banana e metterla in una pentola. Aggiungere lo zucchero, la farina e una parte del latte di mandorla (circa un  bicchiere). Frullare il tutto con un frullatore ad immersione finché non risulterà omogeneo e la banana sarà completamente frullata e aggiungere il rimanente latte di mandorla. Porre sul fuoco a fuoco lento e far addensare mescolando continuamente.

Servire anche calda e accompagnata da qualche biscotto oppure aspettare che si raffreddi e farcire i dolci a piacere.

Consiglio: se non siete state molto brave e nella vostra crema si è formato qualche grumo potrete “aggiustarla” frullandola nuovamente prima di servirla.

Indovina chi viene a cena?

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Sarà capitato a tutti voi di essere invitati a pranzo o a cena da qualcuno che non si era precedentemente informato sulle vostre allergie o intolleranze alimentari o più semplicemente sui vostri gusti personali e di aver tremato al veder comparire sul tavolo un bellissimo e curatissimo piatto a voi sgradito! A me è successo tante e tante volte purtroppo. 😮 Quindi oggi ho pensato di scrivere un contributo su un argomento tanto scontato quanto sottovalutato ovvero: Come ricevere ospiti a casa per il pranzo o per la cena e farli sentire i benvenuti!

A volte si dice :“farli sentire a casa propria” ma a me questa immagine non mi evoca sensazioni gradevoli perché vorrebbe significare che qualsiasi cosa manca in tavola devo alzarmi a prenderla e poi devo sparecchiare e lavare i piatti… pietà per me! 😉 A parte gli scherzi… sarà giusto un piccolo contributo, niente di troppo tecnico ed esaustivo ma solo un piccolo “vademecum” per organizzare una serata non troppo formale ma piacevole con amici o semplici conoscenti.

Detto ciò partiamo dall’ invito  che può essere formale e in questo caso è preferibile che sia cartaceo e non via e-mail oppure informale ovvero tramite telefonata. Personalmente non amo gli inviti fatti con un messaggino al cellulare a meno che ci sia tantissima confidenza e un numero di invitati superiore a due e in questo caso “ci sta” pure un messaggio collettivo tramite cellulare! Poi dobbiamo informarci sulle abitudini alimentari e stili di vita dei nostri invitati. Faremo menu diversi a seconda che i nostri invitati siano vegetariani, vegani, celiaci o semplicemente intolleranti al glutine o che abbiano una qualsiasi altra allergia o intolleranza. Sarebbe opportuno preparare menu equilibrati sotto il profilo nutrizionale in modo da non “appesantire” i commensali e lasciar loro un ricordo  negativo e oltremodo lungo della serata. Un’altra cosa importante è non sperimentare mai nuovi piatti ma preparare sempre pietanze ben collaudate per non incorrere in spiacevoli sorprese! Ricordate sempre, inoltre, che i piatti più leggeri hanno la precedenza di servizio su quelli più pesanti, i piatti delicati vanno serviti prima di quelli più complessi e aromatici e i piatti freddi devono precedere i piatti caldi. Inoltre, il riso deve essere servito prima della pasta e i crostacei prima dei pesci. Le minestre in brodo e le zuppe devono essere versate nel piatto fondo senza superarne il bordo interno e non devono mai essere offerte una seconda volta. Il vino deve essere scelto per esaltare il gusto del piatto e viceversa. Non potremmo, dunque, mai servire un vino “tannico” con un pesce delicato.  Si può scegliere un unico vino per allietare tutta il pasto  oppure un vino diverso per ogni portata ma l’importante è che Il vino sia sempre servito alla giusta temperatura di servizio e in bottiglia in modo che l’etichetta sia visibile  a tutti. Si potrà togliere il vino dalla bottiglia solo allorquando il vino ne abbia bisogno per  essere ossigenato.

Un’altra cosa davvero sgradevole che mi è successa una sera invitata a cena da amici  è che questi ultimi hanno ritirato i piatti ai commensali che avevano finito di mangiare quella portata e mi hanno così indotta a correre nella consumazione del piatto senza poterlo gustare appieno!

Ecco io ci tengo molto a dire che non si faaaa! A parte gli scherzi…è davvero fastidioso quasi come la musica di sottofondo durante il pasto che si trasforma in un canto straziante e forsennato a volumi udibili anche su marte!

Per quanto riguarda la mise en place potrete sbizzarrirvi! Se si tratta di un pranzo informale, ad esempio, potrete usare anche tovagliette americane, runner, sottopiatti direttamente a contatto con un tavolo rustico etc etc. Anche per il centrotavola potrete usare tutta la vostra fantasia ma un piccolo accorgimento sarà quello di scegliere centrotavola bassi che permettano di guardare in faccia tutti i commensali. Se si tratta di fiori, inoltre, sarà opportuno scegliere fiori che non abbiano un profumo troppo intenso per non disturbare l’olfatto nel sentire il profumo dei piatti. Le posate devono essere apparecchiate partendo dalla destra di ogni invitato in ordine di utilizzo. All’estrema destra si pone il cucchiaio con la parte concava rivolta verso l’alto. Alla sinistra di quest’ultimo si pone il coltello, con la lama rivolta verso il piatto. La forchetta trova posto alla sinistra del piatto con i rebbi rivolti verso l’alto. Al di sopra del piatto trovano collocazione le posate da dessert. In prossimità del piatto avremo il coltello con la lama rivolta all’interno e l’impugnatura verso destra, seguirà la forchetta, con il manico a sinistra e esternamente il cucchiaio con il manico a destra. Ci sono casi in cui sono previste più portate e devono essere aggiunte altre posate con un massimo di tre elementi per tipo. A destra così troveremo, dunque, il cucchiaio, il coltello per il pesce e il coltello per la carne più vicino al piatto.

A sinistra sempre all’esterno verso l’interno, si pone la forchettina per l’antipasto, la forchetta per il pesce, quella per la carne.

L’unica forchetta ammessa sulla destra è l’eventuale forchetta per le ostriche.

Come molte cose è più difficile a dirsi che a farsi… A dire il vero…Io ho davvero poco spazio sul tavolo e in questi casi porto le posate in tavola di volta in volta. Per quanto riguarda i piatti, quello piccolo da antipasto, quello fondo e quello piano verranno posizionati in tavola mentre il piattino da dessert verrà portato in seguito.

Nel caso di due primi piatti o due  o più secondi è preferibile avere piatti diversi piuttosto che sistemare sapori diversi in uno stesso piatto perché sapori diversi potrebbero mischiarsi con effetti spiacevoli e deludenti.

Una cosa molto importante, è controllare sempre che non vi siano in tavola piatti o bicchieri sbeccati che  oltre che essere antiestetici potrebbero ferire i commensali!

Per quanto riguarda i bicchieri bisogna sempre ricordare che ogni vino ha il suo bicchiere e che è preferibile per l’acqua un bicchiere molto capiente.

La colorazione del vetro, inoltre, può rovinare l’esperienza di degustazione del vino! Per il vino, dunque, è sempre preferibile un calice trasparente!

Per quanto riguarda l’apparecchiatura i bicchieri devono essere allineati a destra.  Partendo da sinistra Il primo bicchiere  sarà quello dell’acqua, poi quello del vino rosso e infine quello del vino bianco. Eventualmente potrà essere aggiunto un flùte.

I calici in cristallo non devono essere mai lavati in lavastoviglie perché diventerebbero opachi ma a mano con acqua calda e un detersivo delicato e devono essere asciugati con un panno morbido che non lasci “pelucchi”.

Decisamente out i tovaglioli di carta, anche se ormai sono molto in voga in ogni occasione, a meno che non ci si trovi in famiglia o con amici  molto, molto, molto, molto intimi! 😉 Esistono tanti modi per piegare i tovaglioli dandogli forme originali e potrete divertirvi!

Prima del pranzo o della cena è consuetudine offrire agli ospiti, generalmente in  zona divani  su un tavolino basso da caffè un piccolo aperitivo. Questo dovrebbe essere uno sherry, un cocktail, del vino frizzante etc. etc. accompagnato  da qualcosa di leggero e stuzzicante e non troppo abbondante perché ha l’unico scopo di stuzzicare l’appetito dei vostri ospiti. Dopo il pasto, invece, sarebbe opportuno offrire con il caffè un liquore da versarsi in piccole dosi in un bicchierino piccolo. Un’ usanza abbastanza recente è quella di fare un piccolo cadeau agli ospiti che potrà, ad esempio, consistere in una piccola confezione di cioccolatini  artigianali particolari o  se, ad esempio, gli ospiti vengono da altri luoghi geografici  sarebbe carino fargli dono di un prodotto regionale come, ad esempio, una piccola marmellata, una mostarda, una bottiglia di vino etc.etc. Ora invece parliamo di cosa fare se ci viene portata in dono una bottiglia di vino! Sembra banale sottolinearlo ma in questo caso bisogna aprirla in presenza degli ospiti e condividerla…anche se non si abbina con il menu..purtroppo chi l’ha portata non ci ha pensato …faremo in modo di collocarla in un momento del pasto in cui non faccia troppi “danni”!